Riforma dei porti, Szumski contro Rixi: «No all’accentramento su Venezia e Chioggia»

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Riforma dei porti, Riccardo Szumski di Resistere Veneto

La riforma dei porti è contestata dal consigliere regionale Riccardo Szumski, che annuncia una mozione a difesa dell’autonomia decisionale degli scali di Venezia e Chioggia.

Riforma dei porti: la contestazione di Szumski

Riccardo Szumski, consigliere regionale di Resistere Veneto, interviene sulla riforma dei porti disciplinata dalla legge 84 del 1994, attualmente all’esame della IX Commissione della Camera. Secondo il consigliere, il progetto presentato come strumento di coordinamento produrrebbe invece un accentramento delle decisioni a livello nazionale, penalizzando la storia economica e l’autonomia del sistema portuale veneto.

La posizione si collega al precedente intervento di Resistere Veneto sull’autonomia differenziata. Nel comunicato diffuso il 26 agosto dall’Ufficio stampa del Consiglio regionale del Veneto, Szumski annuncia la presentazione di una mozione per chiedere che le competenze strategiche sugli scali restino legate al territorio. Il riferimento è in particolare al sistema Venezia-Chioggia, considerato dal consigliere un’infrastruttura decisiva per l’economia regionale.

I rilievi su Porti d’Italia Spa

Le critiche riguardano anche la prevista società Porti d’Italia Spa. Szumski ritiene che la nuova struttura non sia necessaria e che possa trasferire nella capitale centri di spesa e decisioni strategiche, lasciando alle comunità locali oneri amministrativi e conseguenze operative. Il consigliere richiama inoltre le perplessità attribuite all’Autorità nazionale anticorruzione in materia di trasparenza e concorrenza.

Per l’esponente di Resistere Veneto, la gestione delle banchine, dei canali, delle ferrovie portuali e delle aree industriali deve rimanere vicina a chi vive e lavora nel territorio. La centralizzazione, sostiene, potrebbe incidere anche sull’occupazione diretta e sull’indotto, oltre a entrare in contraddizione con il percorso dell’autonomia differenziata.

La mozione annunciata in Consiglio regionale

Szumski riferisce di avere chiesto un confronto al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, con l’obiettivo di costruire una posizione comune con le realtà operative locali. La linea annunciata è favorevole a un coordinamento nazionale, ma contraria a una riduzione delle competenze territoriali.

La mozione promessa in Consiglio regionale dovrà quindi chiedere la tutela dell’autonomia decisionale degli scali veneti e del ruolo degli enti locali nella pianificazione. Il confronto politico proseguirà parallelamente all’esame parlamentare della riforma.