Suicidio assistito, Davide Lovat (Resistere Veneto): “Sul tema leggo cose imbarazzanti e scriverò agli elettori di Luca Zaia”

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Davide Lovat, consigliere regionale del Veneto per "Resistere Veneto", eletto nella circoscrizione "Vicenza"

Il consigliere regionale Davide Lovat (Resistere Veneto) interviene sul tema del suicidio assistito per commentare alcune dichiarazioni circolate nei giorni scorsi e per preannunciare “una lettera aperta agli elettori del Presidente Luca Zaia”.

In quest’ultimo caso, il consigliere vicentino spiega: “Nel loro nome, si dice tutto e il contrario di tutto. Sono convinto che il suicidio assistito non sia un diritto, anzi è un disvalore fondato su una falsa compassione e che la storia ha già dimostrato essere l’anticamera delle stragi massive e sistematiche compiute dal nazismo. Noi combattiamo questo disvalore così come siamo impegnati contro l’astensionismo che significa disinteresse per la politica”.

Poi approfondisce il nesso delle sue esternazioni con l’attuale presidente del Consiglio regionale del Veneto: “Mi è stato riferito che il Presidente Zaia si stia attivando per promuovere la legge regionale sul suicidio assistito durante la prossima estate; periodo buono, quando l’opinione pubblica è più distratta o in vacanza. Sarebbe opportuno avere una smentita o una conferma di questa calendarizzazione dei lavori del Consiglio regionale. Nel frattempo, pensiamo sia doveroso rivolgerci direttamente agli elettori del Presidente della massima Assemblea rappresentativa veneta perché, soprattutto sul suicidio assistito, ci ragionino su”.

Lovat, inoltre, cita il giornalista Massimo Giannini, al quale sono attribuite frasi sul tema dopo la morte di Alex Zanardi: “Come tutte le persone di buonsenso, sono rimasto colpito dalle frasi di Massimo Giannini, ex direttore de La Stampa, editorialista di Repubblica, che ci ha spiegato che la disabilità è sinonimo di inutilità della vita. Trovarsi su una sedia a rotelle sarebbe motivo per non vivere.

Naturalmente – prosegue Davide Lovat -, a favore di telecamere, in una delle chiese più importanti di Padova, c’era anche il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia che, assieme alla Sinistra, porta avanti una proposta di legge sul suicidio assistito.

Che pena mi fa tanta superficiale grettezza d’animo, incapace di rinvenire l’ideologia nazista dello scarto dietro l’idea che vi siano vite talmente indegne di essere vissute da dover introdurre per legge la facoltà al suicidio al posto dell’amorevole assistenza e cura di ogni sofferenza – denuncia il consigliere regionale -. In Veneto, abbiamo anche noi i nostri campioni di cinismo e di falsa pietà che insistono nel voler introdurre la procedura per la morte di Stato, depenalizzando il concorso in suicidio, cambiandogli nome in suicidio assistito”.