
Si terrà martedì 21 aprile 2026 il consiglio comunale di Vicenza sulle carte d’identità, unico punto all’ordine del giorno, richiesto dalle minoranze. Il tema è in discussione per via delle difficoltà riscontrate (ne abbiamo parlato qui) negli uffici comunali preposti alla sostituzione, che sancisce il pensionamento della cartacea con la versione elettronica (obbligatoria).
La seduta richiesta dai gruppi di opposizione, doveva essere una sorta di “ring” sul quale fare i “conti” su un servizio che ha mostrato inevitabili rallentamenti, dovute alla carenza di personale a fronte di molte richieste (i tempi sono perentori, agosto 2026). Carenze alle quali – come abbiamo avuto modo di riportare chiedendo alla maggioranza -, l’amministrazione comunale ha provato a porre rimedio.
C’è però qualcosa che stona, come affermato dai capigruppo di maggioranza in una nota congiunta: “Le minoranze chiedono con urgenza la convocazione di un Consiglio comunale monotematico, ma disertano la Conferenza dei Capigruppo nonostante fosse possibile partecipare anche da remoto. I fatti, ancora una volta, parlano più delle dichiarazioni: se la minoranza di Vicenza potrà portare in Consiglio comunale il tema delle carte d’identità, sarà grazie al senso di responsabilità dei capigruppo di maggioranza”.
Firmato: Giacomo Bez, Raffaele Colombara, Ida Grimaldi, Mattia Pilan, Elia Pizzolato, Luca Poncato che si chiedono: “La minoranza crede davvero nella battaglia che ha sollevato, oppure preferisce limitarsi a proclami e polemiche”?
A quanto si apprende, per la minoranza, era presente solo il capogruppo di Fratelli d’Italia, Nicolò Naclerio che ha sottolineato come, tuttavia, rappresenti “il partito con più consiglieri” e “noi ci siamo, sempre”.






































