
Più controlli in via Vecchia Ferriera e zone limitrofe di Vicenza in corrispondenza di alcuni condomini ospitanti attività dell’oreficeria.
A chiederlo la società che gestisce gli edifici dove, viene specificato, sono presenti “attività operanti nei settori della lavorazione e del commercio dell’oro, dei gioielli e delle pietre preziose” con la presenza di oltre 80 imprese, “con un significativo numero di operatori, dipendenti, collaboratori, clienti e visitatori, provenienti anche da altre città e dall’estero”.
L’area, viene spiegato, è teatro di “ripetuti episodi criminosi”, che già a dicembre avevano indotto a una prima richiesta di attenzione.
L’ultima richiesta in ordine cronologico è indirizzata al Questore di Vicenza, Francesco Zerilli, al sindaco del Comune di Vicenza, Giacomo Possamai, al comandante della Polizia Locale, Massimo Parolin, e per conoscenza al
Prefetto di Vicenza, Filippo Romano.
Le richieste per via Vecchia Ferriera Vicenza
Nella lettera viene chiesto alle autorità di valutare “un rafforzamento della vigilanza e dei controlli delle forze dell’ordine” con particolare attenzione “agli orari e alle circostanze maggiormente a rischio”, l’adozione di “strumenti di controllo degli accessi viari, anche mediante sistemi di lettura e rilevamento delle targhe (“targa system od altro)”, misure di prevenzione e deterrenza che tengano conto della presenza di attività orafe in via Vecchia Ferriera di Vicenza e “la possibilità di organizzare un incontro operativo con i rappresentanti dei condomini per illustrare direttamente le problematiche riscontrate e valutare eventuali iniziative coordinate”.
Recentemente, è stato spiegato, nella zona si è registrato un inseguimento della Polizia a un’automobile sospetta (vedi foto). “A questo recente evento si sono purtroppo verificati ulteriori episodi quasi mensilmente e situazioni di particolare allarme, che hanno ulteriormente accresciuto la preoccupazione degli operatori – spiegano i responsanbili dei due complessi -.
La situazione continua pertanto a generare forte preoccupazione tra gli operatori economici, i loro collaboratori e gli utenti delle strutture, anche in considerazione dell’elevato valore dei beni trattati e movimentati quotidianamente”.




































