Nel corso della campagna elettorale il candidato presidente dell’Ungheria, Viktor Orban, ha individuato due avversari: l’Europa e Zelensky  – si legge nella nota che pubblichiamo a firma dell’Aduc (qui altre note dell’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori su ViPiu.it, ndr) –. In sintesi, si riconosce “amico” del presidente della Federazione russa, Vladimir Putin, responsabile della invasione e della guerra in Ucraina.

Orban è stato riconfermato premier, il che significa che la maggioranza del popolo ungherese si identifica nella politica orbaniana. Lo scriviamo perché quando sosteniamo la necessità di una azione rigorosa nei confronti dei membri della Ue che non vogliono rispettare le regole comuni, ci sentiamo dire che non si può danneggiare il popolo a causa delle scelte dei propri governanti. Ora, governanti e governati si identificano e chiedere il rispetto delle norme comunitarie, sottoscritte dall’Ungheria, ci sembra il minimo.
Occorre, per esempio, attivare il meccanismo di condizionalità che lega il trasferimento dei fondi comunitari al rispetto del Trattato europeo. L’Ungheria è stata sempre un beneficiario netto dei soldi europei, vale a dire che riceveva, e riceve, più contributi di quanti ne versa alla cassa comune (es. versa uno e prende quattro), ma pretende di legiferare in contrasto con le norme europee. Della serie: datemi i soldi che faccio come mi pare.
Se l’Ungheria ha deciso da che parte stare dovrebbe trarne le conseguenze.

Primo Mastrantoni, Aduc