
“Storicamente a livello nazionale le proposte legislative su temi come il fine vita, sul suicidio assistito, si arenano ed è per questo che da tempo l’Associazione Coscioni ha adottato una strategia precisa: promuovere leggi regionali”.
È quanto ci ha spiegato recentemente Diego Silvestri, medico psichiatra, membro del consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni, per la quale è coordinatore della cellula Vicenza e Padova, presentatore della proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi subito”, pronta a tornare nel Consiglio regionale del Veneto.
Una dichiarazione che torna d’attualità, dopo che nei giorni scorsi sul tema del fine vita, nell’Aula del Senato, si è registrato il rinvio nuovamente alle commissioni Giustizia e Sanità del testo a prima firma del dem Alfredo Bazoli e sostenuto da tutte le opposizioni.
Bloccato, quindi, dalla maggioranza che già da tempo ha manifestato la volontà di lavorare a una legge “buona” e “condivisa”, a partire dalle modifiche al testo di maggioranza Zanettin-Zullo ancora all’esame delle già citate commissioni competenti.
Le opposizioni, all’esito del passaggio in Senato, hanno riferito che c’è una cosa su tute da trarre da quanto successo: la maggioranza di centrodestra ha affossato la legge seppellendola definitivamente.
Insomma, un caso “esemplare” di quanto l’Associazione Coscioni sostiene da tempo: davanti ai ritardi nazionali, perseguire la strada delle leggi regionali facendo leva sul concetto che a livello normativo, partendo dalla Costituzione e passando attraverso le sentenze della Corte costituzionale in materia, determinati diritti sono già sanciti.
Liberi subito, la proposta di legge regionale dell’Associazione Luca Coscioni, punta a garantire procedure chiare e uniformi nel rispetto delle competenze territoriali su quelli che sono stati identificati come gli ostacoli principali all’accesso al fine vita: i tempi delle verifiche da parte delle aziende sanitarie locali e dei rispettivi comitati etici territoriali, per le quali molte persone restano in attesa per mesi e in alcuni casi anni.
L’impegno ha prodotto effetti in Toscana e Sardegna, regioni dove sono state approvate leggi per garantire i controlli necessari al percorso di richiesta di “suicidio assistito”, mentre in altre zone sono state avviate raccolte firme a sostegno della legge: Lazio, Lombardia, Piemonte e Calabria.
In Veneto, infine, la Liberi Subito, dopo una prima bocciatura in consiglio regionale, è pronta a tornare in aula, come confermato da Luca Zaia. Ovvero l’ex governatore veneto al tempo della bocciatura da parte della sua stessa maggioranza, e oggi presidente del Consiglio regionale.
A maggio scorso aveva detto: “Penso che in estate, il progetto di legge popolare sul fine vita potrebbe essere esaminato in Consiglio regionale del Veneto. Sono maturi i tempi, visto che è in Commissione – aveva aggiunto Zaia –. Confermo che su questa legge ci debba essere assoluta libertà di pensiero, la si porterà al parlamento dei veneti e la si voterà. Non penso ci debba essere un voto segreto, perché non votiamo su una persona”.






































