Il giro d’Italia a Praia a Mare e la Marlane Marzotto (noi non dimentichiamo)

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Il giro d'Italia a Praia a Mare e la Marlane Marzotto
Il giro d'Italia a Praia a Mare e la Marlane Marzotto

Dopo più di 15 anni dall’inizio della vicenda della Marlane Marzotto che ci ha visto coinvolti come VicenzaPiù/ViPiu.it nella lotta di Giorgio Langella, che l’ha narrata anche nel libro “Un silenzio soffocante”, lui e noi non vogliamo dimenticare… perché altri non dimentichino ancora.

Il giro d’Italia e la Marlane Marzotto (noi non dimentichiamo)

Su internet si legge che mercoledì 13 maggio 2026 l’amministrazione comunale di Praia a Mare ha utilizzato i grandi spazi dell’area ex Marlane per ospitare il quartier generale della 5ª tappa del Giro d’Italia 2026. Ovvero, il comune della provincia di Cosenza, in Calabria, che ospitava anche l’ex Marlane-Marzotto, stabilimento del gruppo tessile dismesso oltre 20 anni fa.

Della Marlane-Marzotto si parla di riqualificazione, di fabbrica che ha garantito posti di lavoro, di simbolo industriale e ambientale di Praia a Mare … ma la Marlane è anche lo stabilimento tessile dove sono successe “cose strane”: inquinamento e malattie, oltre 100 lavoratrici e lavoratori (su un totale di poco più di mille addetti, negli anni di attività dell’azienda) morti in un silenzio soffocante per varie tipologie di cancro, processi che sono finiti in nulla di fatto. Una strage senza colpevoli, come spesso accade nel nostro paese.

Alla Marlane-Marzotto è successo qualcosa che molti preferiscono dimenticare ma che per altri, per i sopravvissuti, per i parenti delle vittime, per chi si è impegnato e ha lottato per il diritto di conoscere la verità e ottenere giustizia è impossibile non ricordare. La Marlane Marzotto è un esempio di come come la sicurezza sul lavoro sia qualcosa di poco interessante per chi comanda, di come sia estremamente difficile se non impossibile individuare i responsabili degli “omicidi sul lavoro” per infortunio o a causa di malattie dovute alle condizioni di lavoro. Di come il sistema produttivo nel quale viviamo abbia come fine solo il profitto di pochi e non il benessere di molti. Di come lo sfruttamento di chi lavora sia considerato normale.

Io non posso dimenticare tutto quello che è successo alla Marlane-Marzotto. Non posso dimenticare gli oltre cento morti e non voglio tollerare il silenzio e l’oblio che copre questa e tutte le tragedie che colpiscono chi vive del proprio lavoro.

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Giorgio Langella
Giorgio Langella è nato il 12 dicembre 1954 a Vicenza. Figlio e nipote di partigiani, ha vissuto l'infanzia tra Cosenza, Catanzaro e Trieste. Nel 1968 il padre Antonio, funzionario di banca, fu trasferito a Lima e lì trascorse l'adolescenza con la famiglia. Nell'ottobre del 1968 un colpo di stato instaurò un governo militare, rivoluzionario e progressista presieduto dal generale Juan Velasco Alvarado. La nazionalizzazione dei pozzi petroliferi (che erano sfruttati da aziende nordamericane), la legge di riforma agraria, la legge di riforma dell'industria, così come il devastante terremoto del maggio 1970, furono tappe fondamentali nella sua formazione umana, ideale e politica. Tornato in Italia, a Padova negli anni della contestazione si iscrisse alla sezione Portello del PCI seguendo una logica evoluzione delle proprie convinzioni ideali. È stato eletto nel consiglio provinciale di Vicenza nel 2002 con la lista del PdCI. È laureato in ingegneria elettronica e lavora nel settore informatico. Sposato e padre di due figlie oggi vive a Creazzo (Vicenza). Ha scritto per Vicenza Papers, la collana di VicenzaPiù, "Marlane Marzotto. Un silenzio soffocante" e ha curato "Quirino Traforti. Il partigiano dei lavoratori". Ha mantenuto i suoi ideali e la passione politica ed è ancora "ostinatamente e coerentemente un militante del PCI" di cui è segretario regionale del Veneto oltre che una cultore della musica e del bello.