Ilaria Salis a Vicenza, tanti i temi: dall’antifascismo al diritto alla casa, dalla patrimoniale a Vannacci, e si guarda già alle politiche del 2027

Si è alzato il sipario su Fornaci Rosse, pienone per l’intervento di Ilaria Salis, “ci troviamo costretti a difendere la democrazia” spiega e in vista delle elezioni: “non si insegua le destre sul loro terreno, facciamo le nostre battaglie culturali”.

27
ilaria salis
Ilaria Salis al fianco del sociologo Lorenzo Zamponi, sala piena per l'intervento dell'eurodeputata di The Left.

La pioggia non ferma Fornaci Rosse o meglio non ne impedisce l’inizio. Il festival della sinistra vicentina ha aperto ieri nel tardo pomeriggio con l’ospitata di Ilaria Salis, europarlamentare di AVS, che ha dialogato con il sociologo Lorenzo Zamponi. Il maltempo dunque ha impedito lo svolgersi dell’intervista all’aperto come inizialmente previsto, nei giardini del Teatro Astra di Vicenza, costringendo a traslocare in un’affollatissima e gremita sala all’interno di Porto Burci.

Numerosi i temi trattati a 360° dall’eurodeputata milanese, la riflessione iniziale si è concentrata sull’analisi dell’avanzare del consenso delle forze politiche di destra in Italia e nel mondo. “La sinistra non è riuscita a tradurre in un’alternativa politica credibile la rabbia venuta dall’impoverimento e dal venir meno della sicurezza sociale – spiega Salis -,  che è stata invece intercettata da queste destre estreme e radicali che l’hanno trasformata in un conflitto contro il nemico, che può essere il migrante, la comunità LGBT, il femminismo, ecc”.

Ilaria Salis: “Si è criminalizzato l’antifascismo, difendiamo la democrazia”

Si è sdoganato il razzismo e criminalizzato l’antifascismo, ci troviamo così costretti a difendere la democrazia” risponde Salis, guardando già avanti alle elezioni del 2027 che si avvicinano: “bisogna stare in fronti ampi, non vuol dire che le differenze non esistano, ma dobbiamo costruire un’alternativa al neoliberismo e alle autocrazie e interrogarci sulle cause che hanno portato ad un indebolimento della democrazia”.

ilaria salis
Ilaria Salis al fianco del sociologo Lorenzo Zamponi durante l’intervista.

Come sinistra radicale dovremmo essere percepiti come strumento per cambiare materialmente le condizioni di vita – continua l’eurodeputata del gruppo The Left -, un errore da cui guardarci è quello di porre in contrapposizione i diritti sociali e civili, ricomponendo le diverse forme di disuguaglianza”. 

Il ragionamento di Salis si è poi spostato verso i soggetti che in italia sono esclusi o marginali, individuati dall’eurodeputata in giovani e donne. Tra gli obiettivi prefissati, quello di diminuire la distanza tra chi governa e chi popola le “nostre città”, con un punto fisso: “la politica deve tornare ad essere presente nei quartieri, nei luoghi di lavoro, e nelle associazioni”. “In sintesi alla radicalità dei contenuti a cui non dobbiamo rinunciare dobbiamo parlare allo stesso tempo a molte persone” continua l’ex detenuta delle carceri di Budapest.

Salis fissa il punto da cui partire per le politiche: si riparta dalle piazze di Gaza

Ilaria Salis ha poi individuato un luogo da cui partire per costruire la vittoria alle prossime politiche: le piazze. “In Italia la mobilitazione per Gaza ha coinvolto persone che in piazza non erano solite scendere, ma che hanno deciso di prenderne parte, bisognerebbe alimentare queste iniziative e non provare a controllarle” è il ragionamento della quarantaduenne di Sinistra Italiana.

ilaria salis
Il maltempo ha costretto l’incontro a svolgersi in una sala del centro culturale Porto Burci.

L’uomo più discusso del momento è senza dubbio Roberto Vannacci, per Salis si tratta dell’esito di un processo di normalizzazione, che ha restituito legittimità a linguaggi che dovrebbero stare al di fuori dal perimetro democratico. “I fascisti non hanno smesso di esserlo, quello che vent’anni fa era uno scandalo, oggi è un’opinione tra le tante, è molto importante essere vigili e renderci conto dei segnali che ci circondano” continua l’eurodeputata. 

Virata a destra che per Salis è generata dall’insicurezza sociale: “le persone fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese e la destra ha creato una finta risposta, individuando dei nemici, mentre si riempiono la bocca non fanno nulla per il popolo, se non inasprire le disuguaglianze”. “Si criminalizza il povero e il migrante senza risolvere i problemi delle persone, di fatto è quello che ha fatto il fascismo, un’alternativa a queste destre deve rispondere a livello materiale, dai salari alla sanità” prosegue.

Patrimoniale e diritto alla casa al centro della proposta politica di Ilaria Salis

È un affondo pesante quello che Salis riserva poi al governo: “Le guerre culturali della destra servono per mascherare le proposte economiche imbarazzanti che fanno gli interessi della classe dominante”. Da Vicenza Salis rilancia poi sulla patrimoniale, “chi ha di più deve pagare di più, siamo a favore di un’introduzione di una patrimoniale per i grandi patrimoni, si potrebbe investire in scuola e welfare” conclude. 

Tra le battaglie che Salis porta avanti c’è quella sul diritto alla casa: “il 25% delle persone che vivono in italia non sono proprietari di una casa, i prezzi degli affitti schizzano alle stelle e per i giovani è un problema sempre più grosso”. “Le case popolari in italia sono il 3/4% del totale, accedervi sarà sempre più difficile, la casa ti dà accesso agli altri diritti, è la base ed è una questione cruciale per i nostri tempi” continua l’ospite di spicco dell’edizione 2026 di Fornaci Rosse.

fornaci rosse
Non soltanto dibattiti politici, ma anche spazio a spettacoli musicali e stand gastronomici al Festival Fornaci Rosse.

Salis e la politica di riarmo dell’Europa, tra spese e normalizzazione del linguaggio

L’ultimo tema affrontato riguarda la “rimilitarizzazione dell’Europa”, che Salis individua in due aspetti: da un lato la normalizzazione del linguaggio, dall’altro le spese, “ogni euro messo nelle spese militari si toglie dal welfare e dalla transizione ecologica” spiega. Vista da Bruxelles, per Salis l’industria bellica sta diventando uno dei cardini della politica industriale europea, “è vista come rilancio e nuovo motore, invece di far andare gli investimenti nella ricerca, nella sanità e nella transizione ecologica e digitale”.

Per le armi si possono fare deroghe al bilancio – è la considerazione che Salis propone al pubblico -. Noi siamo contro il riarmo e per un’architettura di relazioni internazionali che si fondi nel rispetto del diritto internazionale, prevenendo i conflitti”. “Questa Europa cerca in un nemico esterno quella coesione che non c’è più in un progetto politico comune, perché c’è l’avanzata dei nazionalismi, si costruisce un noi in contrapposizione con un loro” è la stoccata che Ilaria Salis lancia da Vicenza e diretta a Bruxelles.

Tra le considerazioni più applaudite dal pubblico di Vicenza, quella che Salis ha proposto guardando alle elezioni politiche del 2027: “Non credo si debba inseguire le destre sul loro terreno, bisogna fare le nostre battaglie culturali per settare il dibattito sul terreno che vogliamo noi”.

Fornaci Rosse intanto continua fino a martedì nei giardini del teatro Astra di Vicenza, ogni giorno sono numerosi i dibattiti e gli incontri calendarizzati che prendono il via alle 18 circa; dalle 22.30 invece spazio alla musica, presenti anche stand gastronomici

Il programma completo è disponibile sul sito web di Fornaci Rosse.