Indagine “Last Break”, arrestata dai Carabinieri di Bassano la coppia della moto: una ventina di rapine e furti in tutto il Veneto

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la coppia sinti in moto
la coppia sinti in moto

Il 40enne Daglis Gabrieli e Massaroni Paolo, 45enne, entrambi italiani di origini sinti, pluripregiudicati, sono stati arrestati martedì scorso, in esecuzione di un’Ordinanza di Custodia Cautelare in regime degli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. Dr.ssa Barbara Maria TRenti, del Tribunale di Vicenza, ed oggi, affrontano l’interrogatorio di garanzia.

Entrambi sono al centro di un’indagine condotta dai carabinieri della Sezione Operativa di Bassano del Grappa, coordinata dal P.M. Dr.ssa Alessandra Block, della Procura di Vicenza, denominata “Last Break”. E’ un’indagine scaturita nei primi giorni del mese di agosto scorso, quando, in Schiavon, da una macchina che stava per partire, aprivano repentinamente una portiera e si impossessavano di una borsa contenente denaro, strappandola dalle mani della proprietaria.

Da allora, i due personaggi, colpivano almeno un’altra ventina di volte nelle province di Vicenza, Treviso, Venezia e Padova. Il modus operandi era consolidato. Per i colpi, usavano una motocicletta Honda di grossa cilindrata. Gabrieli era il pilota, Massaroni andava all’assalto, per poi raggiungere velocemente il compagno e partire a tutto gas. Hanno colpito nelle abitazioni e negli esercizi commerciali di ogni genere, senza remore o scrupoli.

Durante uno dei loro raid, in un esercizio pubblico, nel quale si erano introdotti dopo aver forzato la porta di accesso, venivano affrontati dal proprietario nel frattempo sopraggiunto e per guadagnarsi la fuga, lo minacciavano con un grosso cacciavite.

I sospetti che hanno permesso ai carabinieri di identificarli, nonostante fossero sempre travisati, sono partiti da testimonianze e filmati delle telecamere di videosorveglianza, dettagli che hanno fornito delle piste di investigazione fruttuose, magistralmente coordinate dalla Dr.ssa Block.

Durante l’arresto, sono state eseguite anche delle perquisizioni domiciliari, che hanno permesso il rinvenimento non solo della motocicletta utilizzata per compiere i reati, ma anche altre preziose fonti di prova che hanno rafforzato e blindato l’impianto accusatorio a carico dei due.