Vicenza, la mostra Panta Rei a Palazzo racconta vite migranti lungo la rotta balcanica

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Mostra Panta Rei a Vicenza sulle vite lungo la rotta balcanica

La mostra Panta Rei a Vicenza apre il 28 settembre al Palazzo delle Opere Sociali e resta visitabile fino al 9 ottobre. Oggetti, fotografie, racconti, suoni e video ricostruiscono i viaggi dei migranti lungo la rotta balcanica.

La mostra Panta Rei a Vicenza sarà inaugurata lunedì 28 settembre alle 14.30 al Palazzo delle Opere Sociali. L’esposizione, intitolata “Panta Rei – Vite migranti lungo la Rotta Balcanica”, è organizzata da ISCOS e dall’associazione Lungo la Rotta Balcanica. Rientra in un progetto sostenuto anche dalla Regione del Veneto, che presenta i percorsi di protezione realizzati in Bosnia-Erzegovina con ISCOS capofila e il Comune di Vicenza tra i partner.

Il percorso utilizza oggetti, immagini, registrazioni sonore, filmati, mappe e ambientazioni per raccontare le diverse fasi del viaggio affrontato da persone provenienti, tra gli altri Paesi, da Pakistan, Afghanistan, Siria, Iraq, Marocco, Algeria, Congo e Camerun. Al centro ci sono le partenze, l’attraversamento dei confini, la permanenza nei campi profughi, i respingimenti e la ricerca di una nuova destinazione.

Il tema della rotta balcanica è stato affrontato anche attraverso fatti di cronaca, come nell’inchiesta su una rete criminale attiva lungo i percorsi migratori. La mostra sceglie invece il linguaggio della testimonianza diretta e della memoria, concentrandosi sulle condizioni di vita e sui diritti delle persone in movimento.

Mostra Panta Rei a Vicenza, oggetti e testimonianze di viaggio

I materiali esposti sono stati raccolti durante anni di attività sul campo svolte da operatori sociali, ricercatori e volontari in Siria, Palestina, Grecia, Bosnia-Erzegovina e in numerosi Paesi attraversati dalle rotte verso l’Europa. Documenti personali e oggetti provengono in particolare dalle boscaglie e dai campi profughi tra Bosnia e Croazia, dalle isole dell’Egeo e dal Carso, al confine tra Italia e Slovenia.

Fotografie, audio e video testimoniano invece incontri avvenuti dall’Iran alla Turchia, dalla Grecia all’Italia. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è restituire non soltanto la dimensione geografica del viaggio, ma anche quella psicologica: la separazione dagli affetti, l’attesa, la perdita dei riferimenti e il tentativo di ricostruire identità e futuro dopo l’arrivo.

L’installazione resterà aperta fino al 9 ottobre, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14. ISCOS, istituto di cooperazione nato dalla CISL nel 1984, presenta l’iniziativa come uno spazio di incontro e riflessione destinato anche alle nuove generazioni, con il coinvolgimento di enti pubblici e realtà associative del territorio.