Non solo Fideuram, tutte le truffe ai manager con l’Ai: i tentativi più famosi da Moratti a Ferrari

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(Adnkronos) – La truffa subita da Paolo Molesini, ex presidente di Fideuram, è un nuovo episodio nella saga di manager colpiti da malintenzionati ben attrezzati tecnologicamente. Nel caso di Fideuram, oltre ai finti messaggi WhatsApp dell’Ad di Intesa Carlo Messina e la voce di un avvocato d’affari clonata con l’intelligenza artificiale, sembra esserci una buona conoscenza dell’obiettivo da parte di chi ha messo in piedi la truffa da 95 milioni di euro (di cui 36 non recuperati, come ha riportato il Corriere della Sera). Ma frodi informatiche simili, nel gergo chiamate Ceo fraud, hanno già mietuto vittime importanti (o ci hanno provato) tra manager e imprenditori. 

Anche in Italia sono stati colpiti nomi di primissimo piano. È del 2023 il caso di Massimo
Moratti, quando i truffatori contattarono diversi imprenditori fingendo di essere il ministro della Difesa Guido Crosetto, con una voce clonata e con la richiesta di un contributo urgente per poter finanziare le operazioni di liberazione di ostaggi italiani in Medio Oriente. Moratti spedì quasi un milione di euro, recuperato a fine 2025 dopo l’intervento della Procura di Milano. 

Un altro famoso tentativo non è andato a segno quando un manager della Ferrari ha ricevuto messaggi WhatsApp da un falso Ceo, Benedetto
Vigna. Dopo, è arrivata una telefonata. La voce sembrava quella di Vigna, ma era creata con l’Ai, e chiedeva di preparare un’operazione finanziaria segreta. Alla domanda di verifica del dirigente insospettito (ovvero come si intitolava il libro consigliato dal Ceo al manager nei giorni precedenti) i truffatori hanno riattaccato. 

Andando ancora più indietro c’è il caso della Maire Tecnimont e della sua controllata in India, nel 2018 contatta da email provenienti da un falso Pierroberto Folgiero, Ad di allora del gruppo ingegneristico italiano, con la richiesta di fondi per un’acquisizione urgente e, come sempre, segreta. Vennero trasferiti 18 milioni di euro (in tre tranche) verso banche cinesi. La scusa dell’urgenza ha funzionato sempre nel 2019 anche su Sisal: 5,5 milioni di euro sottratti usando la fretta e l’autorità di finti vertici aziendali. 

Nel 2024 ha fatto scalpore il tentativo di truffa a Wpp, il grande gruppo pubblicitario bersaglio di una complessa truffa con una falsa riunione in remoto e un clone vocale deepfake dell’Ad Mark
Read. Fu proprio lui ad avvisare i dipendenti e gli altri vertici aziendali. 

Il caso che dal punto di vista tecnologico si è guadagnato le prime pagine dei giornali è quello avvenuto a un dipendente della sede di Hong Kong della multinazionale di ingegneria Arup, invitato a partecipare a una videoconferenza con il direttore finanziario e altri colleghi che gli chiedevano di fare trasferimenti urgenti. Ha funzionato: è partito un bonifico da 25 mln di dollari. Ma tutti i partecipanti erano avatar deepfake generati in tempo reale, con voce e sembianze false. 

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