Un operaio di 22 anni originario del Senegal è morto oggi, lunedì 23 marzo 2026, a Caselle di Selvazzano Dentro nel Padovano, dopo essere rimasto incastrato nel macchinario che stava manovrando. Da quanto si apprende, un suo collega è rimasto ferito.
Sulla vicenda interviene Daniela Ruffini, segretaria provinciale di Padova del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.
“Il giovane operaio senegalese è morto a soli 22 anni, in un capannone della ditta Boldrin nel Padovano. Naturalmente vedremo le solite lacrime di coccodrillo, sentiremo ripetere le condoglianze alla famiglia, le fruste e ipocrite dichiarazioni che stancamente vengono ripetute ogni volta che accade – ha dichiarato -.
Le cause che producono l’infernale e insostenibile catena degli omicidi sul lavoro sono arcinote: sono figlie della
precarietà, della progressiva
riduzione delle tutele, del
ricatto che viene esercitato sui settori più fragili della forza lavoro, della ricerca del massimo profitto e dell’
assenza di controlli, della sostanziale impunità di cui godono i padroni e i responsabili delle aziende. L’abbiamo visto anche nella
sentenza per la morte sul lavoro di Mattia Battistetti pochi giorni fa a Treviso”.
Ruffini aggiunge: “Manca una legge che punisca, in caso di accertate e gravi responsabilità, il reato di omicidio sul lavoro. L’impegno su questa necessaria battaglia, che come Rifondazione Comunista abbiamo preso di fronte alle centinaia di lavoratrici e lavoratori che erano con noi al tribunale di Treviso, mercoledì 18 marzo, si rafforza ancora dopo questo ennesimo omicidio sul lavoro. Mentre rivolgiamo il nostro rispettoso e sentito cordoglio alla famiglia e alle nostre compagne/i senegalesi”.