Scuole Vicentino, Psi: “Anche il Governo Meloni si affida al precariato”

106
sciopero scuola scuole vicentino

“Anche nel Vicentino come nel resto del Paese a settembre ci saranno decine di migliaia di cattedre vuote nelle scuole“.

Il commento è del Partito Socialista Italiano in una dichiarazione congiunta di Enzo Maraio e Luca Fantò, rispettivamente segretario nazionale e responsabile scuola, oltre che segretario Vicenza.

Dichiarazioni giunte dopo la diffusione dei dati sulle cosiddette cattedre vacanti. Come riportato questa mattina da Il Giornale di Vicenza, citando dati dell’ufficio scolastico regionale, nelle scuole del Vicentino sono 886 i posti di ruolo disponibili, dei quali 301 destinati a insegnanti di sostegno.

Scuole Vicentino, Psi: “Meloni alle prese col precariato”

“Se nel Vicentino parliamo di numeri importanti – affermano Maraio e Fantò -, di centinaia di cattedre vuote nelle scuole, ancora una volta, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, a settembre, in Italia, dovrà contare su decine di migliaia di precari per far andare avanti la scuola pubblica statale. 

Noi socialisti – proseguono i due – ci chiediamo le ragioni per cui ogni anno, a prescindere da chi governi, si debba ricorrere a rimedi di emergenza per far funzionare questo settore vitale per la nostra società. Ce lo chiediamo e purtroppo temiamo di conoscere la risposta. Una società che fa dell’Istruzione pubblica statale lo strumento in grado di sostenere i propri giovani nella formazione di una coscienza critica, in grado di realizzare le proprie aspirazioni e al contempo contribuire allo sviluppo di una società libera, giusta e solidale, è una società che non delega ma che partecipa. 

La partecipazione, lo stiamo vedendo con la vicenda della legge elettorale e delle preferenze, spaventa la politica, quando la politica è debole e teme di essere sopraffatta”.

I due dirigenti socialisti aggiungono: “Auspichiamo che presto qualcosa possa cambiare, che sia presto possibile permettere ai cittadini scegliere una nuova classe politica. Non c’è più molto tempo. La scuola pubblica statale ha bisogno di stabilità. Si deve porre fine al precariato dei docenti e del personale ATA, si devono restituire ai territori gli Istituti scolastici accorpati o chiusi in base a calcoli troppo ragionieristici. Serve una nuova collaborazione tra politica e sindacato”.