PFAS in Veneto, Guarda chiede a Stefani impegni concreti nell’incontro a Palazzo Balbi

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PFAS in Veneto, immagine neutra di uno stabilimento industriale

L’eurodeputata vicentina di AVS richiama tredici anni di mobilitazione e sollecita risposte su salute, bonifiche e responsabilità pubbliche.

I PFAS in Veneto tornano al centro del confronto istituzionale alla vigilia dell’incontro previsto a Palazzo Balbi. Cristina Guarda, eurodeputata vicentina di Alleanza Verdi e Sinistra, chiede al presidente regionale Alberto Stefani di assumere impegni concreti davanti a cittadini, medici e comitati. Il tema è seguito anche dal sistema regionale veneto.

Guarda collega l’appuntamento a tredici anni di mobilitazione nei territori colpiti dalla contaminazione. La richiesta non riguarda soltanto nuove dichiarazioni, ma tempi verificabili per la tutela sanitaria, il monitoraggio ambientale e gli interventi necessari nelle aree coinvolte. Il quadro resta sensibile anche dopo le recenti chiusure di pozzi privati nel Vicentino.

Secondo l’esponente di AVS, l’incontro deve riconoscere il ruolo delle famiglie e delle associazioni che hanno mantenuto alta l’attenzione. La contaminazione ha infatti prodotto conseguenze che richiedono continuità nelle analisi, trasparenza sui dati e coordinamento tra Regione, aziende sanitarie, gestori idrici e amministrazioni locali.

PFAS in Veneto, le richieste su salute e bonifiche

Le priorità indicate comprendono la protezione della popolazione esposta, il sostegno alla ricerca sanitaria e l’avanzamento delle bonifiche. Un impegno concreto dovrebbe tradursi in scadenze, risorse e responsabilità definite, in modo che i risultati possano essere controllati pubblicamente e non restino affidati a formule generiche.

Guarda chiede inoltre che il confronto con i comitati diventi strutturale. La partecipazione dei cittadini può aiutare a individuare criticità, comunicare correttamente i rischi e verificare l’efficacia delle misure adottate. Centrale resta anche l’accessibilità dei dati ambientali e sanitari, nel rispetto della riservatezza individuale.

I PFAS in Veneto rappresentano quindi una prova politica per la nuova presidenza regionale. L’incontro di Palazzo Balbi sarà valutato sulla capacità di produrre decisioni operative: prevenzione, controlli, acqua sicura e recupero dei siti contaminati sono i punti sui quali i territori attendono risposte misurabili.

Il passaggio successivo sarà verificare se alle dichiarazioni seguiranno atti amministrativi e finanziamenti adeguati. Per le comunità coinvolte la continuità dell’azione pubblica resta essenziale, perché gli effetti della contaminazione non si esauriscono con un singolo incontro e richiedono una strategia di lungo periodo.