
Unità mobili contro le dipendenze per intercettare persone non ancora seguite dai servizi: al Veneto sono assegnati 22,55 milioni per il triennio 2025-2027. Nella vertenza Hydro di Feltre, la società punta a firmare la cessione entro agosto e conferma la ripresa della fusione dal primo settembre.
Unità mobili contro le dipendenze, piano fino al 2027. Hydro tratta la cessione
Unità mobili contro le dipendenze dovranno rafforzare la presenza dei servizi sociosanitari nei contesti maggiormente esposti, raggiungendo anche le persone che non si rivolgono spontaneamente ai Serd. Il programma veneto dispone complessivamente di 22.547.286,28 euro nel triennio 2025-2027. Sul fronte industriale prosegue intanto il negoziato per la cessione dello stabilimento Hydro Extrusion di Feltre: nessuna iniziativa unilaterale almeno fino al prossimo tavolo ministeriale e riavvio della fusione dal primo settembre.
Una rete mobile collegata ai servizi territoriali
La Giunta regionale ha definito le modalità con cui le aziende sanitarie potranno sviluppare una rete di servizi mobili dedicata alle dipendenze patologiche.
La Regione ha definito una nuova rete di servizi mobili per le dipendenze, nell’ambito del fondo nazionale destinato ad affrontare dipendenze da sostanze, abuso di alcol, gioco patologico e dipendenze comportamentali.
Al Veneto sono stati assegnati 22.547.286,28 euro per il triennio 2025-2027. La somma finanzia l’insieme dei programmi aziendali, non esclusivamente l’acquisto e l’attività dei mezzi mobili.
Le Ulss potranno acquisire veicoli attrezzati, dotazioni sanitarie e sociosanitarie, dispositivi informatici e servizi logistici, formativi, informativi e di monitoraggio. Potranno inoltre integrare gli accordi con gli enti accreditati del privato sociale per disciplinare attività aggiuntive.
La rete dovrà perseguire sei obiettivi: riconoscere precocemente le situazioni di rischio, raggiungere le persone non ancora prese in carico, orientarle verso i percorsi di cura, limitare i rischi, sostenere la continuità assistenziale e mantenere il collegamento con i servizi sociosanitari territoriali.
Il piano regionale è stato contemporaneamente prorogato fino al 31 dicembre 2027, così da consentire la prosecuzione dei progetti già avviati e della sperimentazione denominata “Open Dialogue – Dialogo Aperto”.
Da chiarire la distribuzione delle risorse nel Vicentino
Il provvedimento non consente ancora di sapere quante unità mobili saranno attivate, quali territori raggiungeranno e con quale frequenza. Per il Vicentino occorrerà acquisire i programmi operativi dell’Ulss 7 Pedemontana e dell’Ulss 8 Berica, i rispettivi budget e gli eventuali accordi aggiuntivi con cooperative e comunità terapeutiche.
La verifica dovrà comprendere anche il personale impiegato. L’acquisto di un mezzo, infatti, non garantisce da solo la continuità del servizio: servono équipe formate, calendari delle uscite, collegamenti con i Serd e criteri per individuare scuole, luoghi di aggregazione, aree urbane e contesti marginali nei quali intervenire.
Nel territorio berico sono già state sperimentate iniziative mobili contro il gioco patologico. Il nuovo fondo dovrebbe permettere di ampliare il modello, ma sarà necessario verificare se finanzierà servizi aggiuntivi oppure consoliderà attività già esistenti.
La Regione prevede relazioni periodiche delle aziende sanitarie e un monitoraggio tecnico, amministrativo e contabile. Non sono ancora indicati, nella comunicazione diffusa il 6 agosto, indicatori pubblici come persone contattate, accessi successivi ai servizi, trattamenti avviati e continuità delle prese in carico.
Hydro, trattativa per la cessione entro agosto
Al Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è riunito il tavolo sulla situazione dello stabilimento Hydro Extrusion di Feltre, specializzato nella produzione e nel riciclo dell’alluminio.
Secondo l’aggiornamento della Regione sul negoziato Hydro, la società intende arrivare entro la fine di agosto alla sottoscrizione dell’accordo con il nuovo soggetto industriale interessato al subentro.
Ministero, Regione e sindacati hanno tuttavia chiesto di non considerare quella scadenza come un termine oltre il quale interrompere il confronto. L’obiettivo dichiarato è definire una soluzione sostenibile nel lungo periodo e tutelare il maggior numero possibile di posti di lavoro.
Il Ministero si è reso disponibile a convocare a settembre un nuovo tavolo, accompagnato da un approfondimento tecnico sugli strumenti nazionali utilizzabili. Hydro ha assicurato che non assumerà iniziative unilaterali almeno fino a quell’incontro.
Dal primo settembre dovrebbe inoltre riprendere l’attività produttiva di fusione. Si tratta di un elemento concreto, ma non ancora della conclusione della vertenza: rimangono da conoscere identità e solidità dell’acquirente, perimetro degli impianti ceduti, livelli occupazionali, investimenti, volumi produttivi e garanzie sulla continuità dello stabilimento.
Il caso assume rilievo regionale perché riguarda la conservazione di un impianto metallurgico e delle relative competenze industriali. L’esito potrà inoltre costituire un precedente per altri tavoli veneti nei quali la cessione a un nuovo investitore viene proposta come alternativa alla chiusura.
































