
Le parti civili del Processo Miteni per l’inquinamento da Pfas nelle province di Vicenza, Padova e Verona sono pronte a una class action collettiva per chiedere risarcimenti per le 350mila persone residenti nelle zone.
L’annuncio arriva dopo la fase preparatoria che è seguita alla ormai celebre sentenza di primo grado e le condanne. A giugno del 2025, lo ricordiamo, la Corte d’Assise di Vicenza ha condannato 11 manager del gruppo Miteni, Icig e Mitsubishi a pene totali per 141 anni di carcere. A inizio del 2026, i condannati in primo grado hanno deciso di impugnare la sentenza e fatto ricorso in appello.
La class action sul Processo Miteni è stata lanciata da tre soggetti capofila: Medicina per l’ambiente, Medicina democratica e Acqua bene comune Vicenza rappresentate dai legali Edoardo Bortolotto, Laura Mara e Rita Lasagna con la collaborazione della professoressa Claudia Marcolungo docente di diritto ambientale. Molte sono già le associazioni che hanno detto sì all’iniziativa e che quindi aderiranno al progetto.
Nel documento legato all’azione collettiva, denominato “Pfas Action”, si legge che “sebbene il processo penale si sia concluso con le condanne a 140 anni di reclusione totale, una vasta parte della popolazione colpita è rimasta esclusa dal risarcimento o dalla possibilità di costituirsi parte civile”. Dunque, “l’avvio dell’iniziativa per colmare questo vuoto. La finalità non è il lucro, ma la richiesta di risorse che permettano ai cittadini di affrontare le conseguenze croniche della contaminazione”.



































