Punto nascite di Valdagno, il Pd: chiusura anticipata al 31 ottobre senza confronto

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Punto nascite di Valdagno all’ospedale San Lorenzo

Luisetto e Dalla Pozza chiedono chiarezza sull’ipotesi di chiudere il punto nascite di Valdagno il 31 ottobre e contestano l’assenza di confronto.

Il punto nascite di Valdagno potrebbe chiudere il 31 ottobre, in anticipo rispetto al percorso prospettato nei mesi scorsi. L’ipotesi è denunciata dai consiglieri regionali vicentini del Partito Democratico Chiara Luisetto e Antonio Dalla Pozza, che chiedono risposte alla Giunta del Veneto e richiamano gli atti depositati presso il Consiglio regionale.

I due esponenti dem affermano di avere appreso la possibile accelerazione da fonti che ritengono attendibili. Precisano tuttavia che la decisione deve ancora essere confermata ufficialmente. La loro critica riguarda anche il metodo: secondo Luisetto e Dalla Pozza, gli amministratori locali e il territorio non sarebbero stati coinvolti in un confronto preventivo.

La questione si inserisce in una vicenda già seguita nel Vicentino. Nei mesi scorsi sindaci, Ulss 8 e cittadini si erano confrontati sul futuro del reparto, mentre una raccolta firme aveva accompagnato la mobilitazione, come ricostruito nell’approfondimento sul punto nascita dell’ospedale San Lorenzo.

Luisetto e Dalla Pozza ricordano un incontro pubblico a Trissino nel quale, riferiscono, esponenti della maggioranza regionale avrebbero assunto l’impegno a lavorare per garantire il servizio fino al passaggio di consegne con il nuovo ospedale di Montecchio Maggiore. L’apertura della nuova struttura è indicata tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028.

Punto nascite di Valdagno, le richieste alla Regione

I consiglieri collegano il reparto alla tenuta complessiva dei servizi sanitari dell’area che va da Recoaro Terme a Cornedo e Castelgomberto. A loro giudizio una chiusura anticipata avrebbe conseguenze particolarmente pesanti per comunità già esposte a difficoltà infrastrutturali e al rischio idrogeologico.

La preoccupazione politica espressa nella nota è che il provvedimento possa preludere a un progressivo indebolimento dell’intero ospedale di Valdagno. Per questo i due consiglieri chiedono alla Giunta una comunicazione formale sui tempi, il confronto con gli enti locali e risposte alle interrogazioni e alle mozioni già presentate. Il dato decisivo resta ora la conferma o la smentita ufficiale della data del 31 ottobre.