
Referendum sulla Giustizia: “A fronte di un Sì regionale intorno al 58%, nei tre capoluoghi sede dei tribunali interessati dal dibattito sulla geografia giudiziaria, Vicenza, Padova e Treviso, ha invece prevalso il No”. L’analisi post-voto è del Comitato Per una Giustizia di Qualità a Vicenza (CGQV).
Un aspetto emerso dalle urne che secondo l’associazione merita una riflessione seria. “Proprio nelle città dove la giustizia si amministra ogni giorno, dove operano magistrati, avvocati, personale amministrativo e dove migliaia di cittadini entrano quotidianamente nei tribunali, il referendum è stato bocciato”.
Secondo i componenti del comitato, “il dato assume un significato politico ancora più evidente se si considera che Treviso è la città del Ministro della Giustizia Carlo Nordio e Padova quella del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari. È difficile pensare che si tratti di una coincidenza”.
Secondo il Comitato Per una Giustizia di Qualità a Vicenza “il voto dei capoluoghi sembra piuttosto esprimere una diffidenza molto più forte verso la riforma della giustizia rispetto a quella registrata nel resto della regione. Ed è un segnale che arriva proprio mentre in Parlamento giacciono la revisione della geografia giudiziaria e l’istituzione del cosiddetto Tribunale di Bassano del Grappa“, all’istituzione del quale CGQV si è sempre detto contrario.
“Chi vive quotidianamente il sistema giudiziario sembra aver mandato un messaggio molto chiaro: prima di moltiplicare le sedi giudiziarie, bisogna garantire che quelle esistenti funzionino davvero. Quando il Veneto vota in un modo, ma le città sede dei tribunali votano in senso opposto, la politica farebbe bene a interrogarsi”.





































