Rifondazione Vicenza: “Bene aiuti Magis a Caritas, ma il capitale impoverisce e poi elemosina”

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La segreteria provinciale Rifondazione Comunista Federazione di Vicenza prende spunto dalla recente decisione di Magis, multiutility che fornisce servizi energetici, di sostenere famiglie in difficoltà nel pagamento delle utenze energetiche raddoppiando gli aiuti alle realtà assistenziali del territorio, per una critica al capitalsimo.

Nel dettaglio, come comunicato dall’azienda, è stato deciso uno stanziamento raddoppiato da 60 a 120mila euro alle Caritas di Verona e Vicenza, oltre a un incremento del budget destinato alle erogazioni liberali a favore di Fondazione Agsm Aim Ets.

Dal partito chiariscono di essere concordi con il valore dell’iniziativa che riguarda realtà come Caritas ma parlano di “tentativo di mascherare con la beneficenza le contraddizioni di un sistema economico ingiusto. Una quota minima della ricchezza prodotta dal lavoro viene redistribuita in forma simbolica, senza mettere minimamente in discussione i meccanismi che generano disuguaglianza e impoverimento”, si legge in una nota del Prc.

Le cause della povertà che colpisce molte famiglie viene individuata da Rifondazione “nei salari bassi, nella precarietà, nelle pensioni insufficienti, nella privatizzazione dei servizi essenziali e nella subordinazione dell’energia alla logica del profitto. È intollerabile che nel 2026 una persona che lavora non riesca a pagare le bollette. È scandaloso che il ceto popolare e ampi settori del ceto medio debbano rivolgersi alla Caritas per accedere a beni primari”.

L’ennesimo segnale di un capitalismo in crisi, per il partito: “Prima impoverisce lavoratori e pensionati, poi scarica il disagio sul terzo settore e infine si ripulisce l’immagine con donazioni e conferenze stampa”.

La visione di Rifondazione Vicenza sull’energia è che essa è un diritto, non una merce. “I diritti non si affidano alla discrezionalità delle aziende né alla generosità di qualche consiglio di amministrazione. Servono invece scelte immediate e coraggiose: abbassare realmente le tariffe per famiglie e lavoratori, impedire i distacchi delle utenze a chi non riesce a pagare per difficoltà economiche, colpire con una tassazione seria gli extraprofitti accumulati nel settore energetico e restituire potere d’acquisto attraverso aumenti salariali e pensionistici. Allo stesso tempo è necessario riportare il controllo dell’energia nell’ambito pubblico e democratico, sottraendo un bene essenziale alle logiche speculative e finanziarie che oggi lo governano”.