
Il sindacato richiama il catalogo ANAC sui rischi corruttivi negli acquisti sanitari e chiede controlli, trasparenza e strumenti digitali.
I rischi appalti sanitari indicati dall’Autorità nazionale anticorruzione richiedono risposte rapide e verifiche sistematiche. È la posizione espressa dal segretario nazionale di UGL Salute Gianluca Giuliano, dopo la pubblicazione del catalogo approvato da ANAC con la delibera 318 del 29 luglio 2026. L’attività dell’Autorità e i suoi atti sono consultabili sul portale ufficiale ANAC.
Il documento, secondo la ricostruzione del sindacato, individua criticità che possono manifestarsi nelle diverse fasi degli acquisti: fabbisogni non necessari, frazionamenti artificiosi, ricorso improprio all’infungibilità, requisiti di gara costruiti in modo discriminatorio, favoritismi, mancata rotazione degli affidamenti e problemi nella gestione di varianti o proroghe.
Il tema incide direttamente sulla qualità e sulla sostenibilità del servizio sanitario pubblico, già al centro dell’approfondimento su sanità e tutela del diritto universale alla salute. Ogni distorsione nell’impiego delle risorse può infatti sottrarre fondi a personale, assistenza e innovazione.
Rischi appalti sanitari, indicatori automatici e controlli a campione
UGL Salute richiama tra le proposte la definizione di indicatori di anomalia e l’uso di sistemi digitali capaci di segnalare tempestivamente affidamenti sospetti. Un altro strumento indicato è il controllo a campione di almeno il dieci per cento delle procedure collocate immediatamente sotto la soglia prevista per l’affidamento diretto.
Giuliano sottolinea che il catalogo descrive aree di rischio e non prova automaticamente l’esistenza di illeciti. Proprio per questo, aggiunge il sindacato, le amministrazioni dovrebbero trasformare le indicazioni in procedure trasparenti, tracciabili e verificabili, evitando letture allarmistiche ma senza sottovalutare i segnali.
La prevenzione richiede responsabilità chiare, controlli interni effettivi e dati accessibili. Secondo UGL Salute, la digitalizzazione può aiutare soltanto se accompagnata da personale formato e da una reale capacità di intervenire quando emergono anomalie.
Affrontare i rischi appalti sanitari significa quindi proteggere sia le risorse pubbliche sia la fiducia dei cittadini, assicurando che acquisti e forniture rispondano ai bisogni reali della cura.







































