Sanità nel Vicentino, indagine Cisl: “Assistenza agli anziani è una criticità”

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In misura sempre maggiore l’accesso alle cure per i cittadini di Vicenza e provincia non è solo una questione sanitaria, ma anche economica, e il tema emerge con ancora maggiore evidenza quando si tratta dell’assistenza agli anziani: la conferma arriva dalla nuova indagine del Centro Studi Cisl Vicenza, elaborata attraverso un questionario al quale hanno risposto oltre 1.000 lavoratori di tutta la provincia (di cui oltre il 50% non iscritti al Sindacato).

Sul tema i vicentini si dimostrano particolarmente sensibili: la sanità è infatti considerata al 3° posto tra i “problemi più urgenti da risolvere” dopo lavoro ed economia e le guerre.

In realtà la maggioranza (63%) esprime una valutazione positiva sul sistema sanitario locale (è “sufficiente per il 42,8 “buono” per il 19,6% e “ottimo” per il 1%), ma quando il giudizio riguarda le esperienze dirette le valutazioni si dividono: il 39,2% si ritiene “Poco soddisfatto” e un ulteriore 10,1% per nulla soddisfatto, d’altra parte il 46,1% si ritiene abbastanza soddisfatto e il 4,6% molto soddisfatto.

Più che sugli aspetti strettamente clinici, a pesare sul giudizio è probabilmente la difficoltà stessa ad accedere ai servizi: dichiara di averne avute “alcune” il 53% mentre un ulteriore 12,1% ne ha avute “molte”; nessuna difficoltà invece per il 26,4% (la quota rimanente non ha utilizzato i servizi sanitari nell’ultimo anno).

Approfondendo l’analisi, emerge inoltre una netta correlazione tra le difficoltà vissute e il reddito: più quest’ultimo è basso, più aumentano le lamentele. Infatti dichiara di avere avuto difficoltà di accesso ai servizi addirittura il 74,7% dei lavoratori con reddito inferiore ai 10 mila euro l’anno mentre si scende al 58,1% nella fascia di reddito tra i 30 e i 40 mila euro annui.

Proprio il ricorso a visite ed esami a pagamento è un altro punto sul quale pone l’attenzione Cisl Vicenza: in Veneto la spesa media procapite annua personale per prestazioni sanitarie è stata di circa 850 euro (dati relativi al 2023, fonte Fondazione GIMBE): “Nessuno mette in dubbio la qualità elevata del nostro sistema sanitario, ma questa non può essere l’alibi per negare i problemi – commenta Raffaele Consiglio, Segretario Generale provinciale di Cisl Vicenza -.

Queste valutazioni mostrano come i lavoratori vicentini, pur apprezzando la qualità di base delle cure, faticano ad accedere a molte prestazioni e queste difficoltà riguardano soprattutto le fasce più deboli economicamente, perché è sempre più diffusa la tendenza a compensare chiedendo una prestazione a pagamento, ma questa non è una strada possibile per tutti.

Attenzione – prosegue – perché la spesa media spalma la cifra su tutti, neonati inclusi: è evidente quindi che la spesa reale delle famiglie per prestazioni sanitarie a pagamento è molto più alta. Riparametrando il dato sulla base dei nuclei familiari, il Centro Studi Cisl Vicenza ha calcolato una spesa annua ipotetica di 1.939 euro per ogni famiglia vicentina per prestazioni sanitarie di varia natura: certamente l’importo comprende tutte prestazioni mediche, farmaci o dispositivi per i quali non è previsto il rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), quindi non è un importo relativo solo a visite ed esami in privato, ma è evidente che questi costituiscono un capito di spesa rilevante. Siamo all’inizio di un nuovo mandato, in Regione così come nelle Aziende socio-sanitarie locali: l’auspicio è che il tema venga finalmente affrontato con strumenti e strategie nuovi”.

In cima alle preoccupazioni dei cittadini di Vicenza e provincia figurano i tempi di attesa, indicati dall’84,1% del campione; subito dopo ma con un certo distacco troviamo i costi delle cure (50,6%), quindi la mancanza di medici di base (18,6%) e l’accesso alle case di riposo per gli anziani (5,7%).

Proprio su quest’ultimo tema Cisl Vicenza ha voluto effettuate un ulteriore approfondimento. La questione riguarda circa 1 lavoratore vicentino su 5 (il 20,7% dei rispondenti dichiara la presenza di uno o più anziani non autosufficienti nel proprio nucleo familiare) e per la maggior parte di loro (circa il 77%) rappresenta un elemento di difficoltà, pur con diversi livelli di intensità (“in parte una difficoltà” per il 45,9%, è invece una difficoltà significativa per il 33%).

Ma quali sono questi ostacoli nell’assistenza delle persone anziani non autosufficienti? Al primo posto vi è la mancanza di tempo a causa del lavoro (53,8%), seguita dal costo elevato delle RSA (51,8%) e dalla carenza di servizi di assistenza pubblici adeguati (42,5%).

“Sull’assistenza agli anziani emerge ancora una volta la fragilità del sistema – sottolinea Raffaele Consiglio – che, ormai è evidente, non è strutturato per affrontare il processo di invecchiamento della popolazione che è già in atto: mancano posti letto nelle RSA della provincia di Vicenza e manca il personale per quelle che sono già attive perché le condizioni di lavoro proposte non sono abbastanza attrattive.

Una società che invecchia deve prendere atto della questione e destinare le risorse necessarie, non si può continuare a far finta di niente. Allo stesso tempo però emerge anche il desiderio dei vicentini di essere coinvolti nell’assistenza ai loro cari, ma questo implica adottare su larga scala politiche di conciliazione della vita lavorativa e privata che tengano conto da una parte della necessità di sostenere o quanto meno non ostacolare la natalità, dall’altra delle necessità familiari tipiche di una società sempre più anziana. Anche su questo c’è molto da fare e come sindacato riteniamo che servano una maggiore sensibilità etica e senso di responsabilità sulla questione”.