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Collettivo Autistici/Inventati e l’accusa di terrorismo: sanzioni dell’OFAC (Usa) obbligano blocco del conto Banca Etica. Marangoni: “Chi sarà il prossimo?”
Il comunicato di chiusura del Collettivo Autistici/Inventati
Il 26 agosto 2026 il Dipartimento del Tesoro USA, con la sua agenzia OFAC (Office of Foreign Assets Control), ha inserito il collettivo Autistici/Inventati nella SDGT, Specially Designated Global Terrorist.
L’annuncio è stato fatto dal segretario di Stato Marco Rubio e dal segretario al Tesoro Scott Bessent: la legge federale americana, infatti, conferisce al Dipartimento ampia discrezionalità nell’attribuire l’accusa di “terrorismo” a gruppi non americani.
In particolare, il collettivo italiano è stato accusato di aver supportato con i propri servizi organizzazioni da loro considerate terroristiche; contestualmente, gli sono state attribuite sanzioni amministrative e finanziarie.
Dal 28 agosto è risultato impossibile raggiungere il sito: appariva la scritta “Errore. Impossibile raggiungere il sito”. Bloccato anche l’account Paypal utilizzato per raccogliere le donazioni, e i servizi di posta elettronica.
Il successivo 6 settembre il gruppo Autistici/Inventati ha annunciato la chiusura, suscitando numerose reazioni nella collettività e nei media:
“In questo clima continuare a offrire i nostri servizi è solo un pericolo in più per le nostre utenti, e per tutte le persone che fanno parte delle nostre comunità. In un mondo di accuse slegate dai fatti non possiamo che aspettarci un’ulteriore repressione sproporzionata. Questo ci mette di fronte all’impossibilità di mantenere il nostro progetto originario: offrire strumenti sicuri e non mercificati”hanno scritto nel loro virtuale saluto evidenziando come sia stato chiuso senza alcun preavviso anche il dominio autistici.org.
Banche e sanzioni USA
Le sanzioni USA non riguardano solo il collettivo direttamente, ma c’è il rischio di “sanzioni secondarie” verso fornitori e clienti che ha costretto Banca Etica a sospendere l’operatività del conto corrente. L’associazione Autistici/Inventati era infatti correntista della banca dal 2018, attraverso un’operatività definita regolare e che non aveva mai destato motivi di attenzione sotto il profilo dell’antiriciclaggio, ha confermato lo stesso istituto bancario.
Sorte similare era accaduta aFrancesca Albanese, giurista italiana, esperta di diritto internazionale e specializzata in diritti umani e Medio Oriente, oltre che relatrice speciale ONU sui territori palestinesi occupati; la donna ha chiesto di poter aprire un conto corrente, ma Banca Etica non ha potuto procedere, proprio per il fatto che a luglio 2025 era stata sanzionata dal Segretario di Stato statunitense e accusata di “fomentare l’antisemitismo, esprimere sostegno al terrorismo e disprezzare gli Stati Uniti d’America e Israele”.
Già allora si era aperto un dibattito relativamente al livello di ingerenza del governo USA sulle scelte autonome degli intermediari finanziari nazionali.
La posizione di Banca Etica sulla situazione del Collettivo Autistici/Inventati
Dopo aver ricevuto numerose sollecitazioni, anche attraverso i propri social, Banca Etica ha dunque organizzato un webinar dal titolo “Le sanzioni USA, i rischi per Banca Etica e le azioni future” per poter approfondire la questione, tenutosi il 9 settembre; l’istituto ha inviato una comunicazione tramite email a tutti i soci e i clienti, invitandoli a partecipare.
A discutere, il presidente dell’istituto bancario, Aldo Soldi, e l’avvocato cassazionista e segretario AIRA – Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, Piercarlo Felice, che hanno rappresentato la posizione di Banca Etica e risposto alle numerose domande di soci e clienti; a moderare l’incontro, Chiara Bannella, Responsabile Comunicazione Istituzionale della banca.
L’avvocato Felice ha riportato quali sono i rischi concreti che una banca può correre se mantiene il conto corrente attivo a una realtà sottoposta a sanzioni USA: a sua volta, infatti, può incappare in sanzioni, non solo di natura pecuniaria. La conseguenza potrebbe essere l’impossibilità di operare con intermediari statunitensi, per movimenti in aree extra-euro ed operazioni inerenti ai propri clienti – in particolare l’uso di carte di credito e di debito, che oggi dipendono da un sostanziale monopolio di operatori USA -, ma anche un’interruzione dei rapporti con gli istituti finanziari esteri.
Il de-risking
Il tema, dunque, è il de-risking:
“Tutti i sistemi di pagamento, prelievo e transazione utilizzati in Europa, sono fortemente dipendenti da circuiti americani. Esserne esclusi significa mettere a rischio l’operatività di tutta la nostra comunità di Ong, cooperative, persone. La nostra responsabilità è evitare questa catastrofe operativa e proteggere l’intera nostra comunità” hanno fatto sapere i vertici della banca.
Il presidente in carica Soldi ha voluto precisare che la decisione di chiudere il conto del collettivo è stata sofferta, ma è in gioco una questione di responsabilità per tutelare i 50mila soci e i 130mila clienti, la cui operatività bancaria potrebbe essere minata.
Il Collettivo Autistici/Inventati si è rivolto a un tribunale per poter avere la restituzione delle somme presenti sul conto congelato, l’udienza è fissata per il 22 ottobre. Ci saranno sicuramente dei risvolti.
I rappresentanti della banca hanno evidenziato che da un anno l’istituto sta cercando di muovere delle iniziative per sollecitare la politica italiana ed europea“affinché introduca tutele normative concrete per schermare cittadini e organizzazioni dall’extraterritorialità delle sanzioni americane”, sottolineando inoltre come il tentativo di fare pressione proseguirà “finché non avremo gli strumenti legali per garantire piena operatività a chiunque si batta per la giustizia sociale”.
Il Collettivo Autistici/Inventati
La base legale è l’Executive Order 13224, firmato dopo l’11 settembre 2001, che consente di colpire chiunque abbia “materialmente assistito, sponsorizzato o fornito supporto finanziario, materiale o tecnologico” a un atto di terrorismo. La formula “supporto tecnologico” è il perno della vicenda, perché il collettivo Autistici/Inventati gestiva infrastrutture e servizi digitali senza scopo di lucro, utilizzate principalmente da gruppi, organizzazioni e attivisti
Il Collettivo Autistici/Inventati afferma di non aver mai ricevuto una notifica formale in merito alla decisione USA e di aver appreso tale notizia solo quando è circolata sui mezzi d’informazione.
“Il punto è che il governo USA ha deciso di ricorrere a una procedura extragiudiziale che rende impossibile un appello basato su un giusto processo e che espone tanto coloro che forniscono servizi ad A/I quanto coloro che usano i servizi forniti da A/I in territorio statunitense al rischio di essere classificati come terroristi. Per questo il 6 settembre il collettivo ha deciso di interrompere le sue attività”hanno affermato in un comunicato stampa i portavoce del collettivo.
Fondato nel 2001 da membri del movimento no-global era nato dall’unione di due gruppi legati alle città di Milano (“Autistici”) e Firenze (“Inventati”). Tra i servizi offerti c’erano siti, caselle di posta elettronica, videoconferenze, hosting, mailing list e blog.
Lo stesso Giovanni Marangoni ha visto il suo indirizzo di posta elettronicagiovanni.marangoni@inventati.org chiudere, definendo la questione un problema “ormai importante”, dato che ha coinvolto prima Francesca Albanese e ora il collettivo, il quale ha dovuto chiudere i battenti per non mettere in difficoltà a cascata anche i propri fornitori.
“Il timore è che la cosa si allarghi e diventi sistemica, coinvolgendo anche altre realtà sociali e cooperative che operano in paesi esteri, magari come ong” ha detto Marangoni, che ha evidenziato come il servizio proposto da Autistici/Inventati fosse ottimo.
“Sarebbe interessante che la Banca si mettesse in moto per comprendere se vi sono delle modalità per superare le difficoltà e per poter ampliare questi spazi di onesta libertà” conclude Marangoni.