Scavi archeologici a Poleo di Schio, sul colle dei Ravagni riemerge un sito dell’Età del ferro

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Scavi archeologici Poleo Schio sul colle dei Ravagni

La campagna della Soprintendenza prosegue per tutto settembre: il sito protostorico sarà aperto ai cittadini il 26 settembre e presentato il 27 novembre.

Gli scavi archeologici Poleo Schio stanno riportando alla luce sul colle dei Ravagni un sito protostorico con materiali e strutture databili, in via preliminare, all’Età del ferro. La nuova campagna di indagini, avviata il 24 agosto e programmata per tutto settembre, è finanziata dal Ministero della Cultura e condotta dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per Verona, Rovigo e Vicenza. Il programma è illustrato dal Comune di Schio.

Le ricerche proseguono i sondaggi preliminari del 2025, che avevano permesso di individuare il sito sul Grumo dei Ravagni. La direzione scientifica è affidata a Giulia Pelucchini, mentre le attività sul campo sono eseguite dalla cooperativa Nea Archeologia sotto la direzione operativa di Riccardo Mantoan. Alla scoperta hanno contribuito anche l’ispettore onorario Michele Busato, autore della prima segnalazione, e il professor Andrea Ghiotto.

Il soprintendente Andrea Rosignoli spiega che i reperti documentano con chiarezza la frequentazione antica del colle. La campagna dovrà chiarire le dinamiche dell’insediamento e il suo possibile utilizzo; tra le ipotesi ancora da approfondire vi è quella di un sito d’altura con vocazione cultuale. L’iniziativa arricchisce il lavoro di riscoperta della storia locale, già raccontato attraverso il Festival della Storia e della Memoria di Schio.

Scavi archeologici Poleo Schio, il cantiere apre a cittadini e scuole

Il progetto comprende un percorso di archeologia pubblica. Sabato 26 settembre, in occasione delle Giornate europee del patrimonio, è prevista l’apertura del cantiere alla cittadinanza; alcune giornate saranno dedicate alle scuole, in particolare alle classi che studiano il periodo dei ritrovamenti. La restituzione preliminare dei risultati è fissata per il 27 novembre.

L’assessore comunale alla Cultura Marco Gianesini evidenzia il doppio valore dell’iniziativa: da una parte la possibilità di ricostruire una fase molto antica della storia scledense, dall’altra il coinvolgimento diretto della comunità. Il nuovo sito si aggiunge infatti a un quadro già formato dal colle del Castello di Magrè, dal Castello di Schio, dal Castellon di Ca’ Trenta e dal Castellaro di Sessegolo.

A Magrè, già nel 1912, furono trovate corna di cervo con iscrizioni alfabetiche e successive ricerche documentarono frequentazioni medievali, romane e soprattutto preromane, con tracce di un luogo di culto. Gli scavi archeologici Poleo Schio potrebbero ora aggiungere un altro tassello alla conoscenza dell’Alto Vicentino, mentre l’apertura del cantiere permetterà al pubblico di osservare come le ipotesi storiche vengono costruite a partire dai reperti.