Un’incursione tra i dialetti del vicentino con Mario Pavan per l’ultimo appuntamento dell’anno “scolastico” della Scuola del Lunedì

Ad accompagnarlo Alberta Ruzzene con la lettura delle poesie

249
scuola del lunedì
Mario Pavan e Alberta Ruzzene

Volge al termine l’anno “scolastico” della Scuola del Lunedì con l’ultimo appuntamento tenutosi ieri pomeriggio nella sala della Biblioteca La Locomotiva dei Ferrovieri: un viaggio tra i dialetti del vicentino attraverso il racconto del Prof. Mario Pavan e la voce di Alberta Ruzzene, lettrice della traduzione delle poesie scelte.

“Il dialetto non esiste in se stesso […] esistono parlate specifiche locali che variano da paese a zona, ma anche persino da quartiere a quartiere” ha esordito Pavan nel suo discorso, ricordando che alcune parole dialettali provengono dal latino, come tribolare.

Attraverso la lettura di alcune poesie fatta da Pavan, accompagnato dalla “traduzione” Italiana di Alberta Ruzzene, i partecipanti alla Scuola del Lunedì hanno scoperto che nel dialetto vicentino non esistono le /l/ all’interno delle parole, e che nella scrittura si comprende immediatamente la provenienza del poeta, che va fatta percepire anche attraverso la bravura della persona che recita.

Tra i poeti letti troviamo Nico Bertoncello, abile nel descrivere la natura e la quotidianità della zona del bassanese e Gianni Simonato che racconta la Pedemontana “ruspante” e i mestieri di una volta.

Il dialetto è un qualcosa di spontaneo, non si può insegnare, e alcune parole o espressioni sono talmente potenti ed esplicative in dialetto che non è possibile tradurle in italiano.

Come salvare questa “pratica”, allora, se gli stessi oggetti raccontati dal dialetto non esistono più – come la monega -? Fortunatamente esistono i musei che mantengono viva la lingua e gli oggetti di una volta – ad esempio il Museo Storia Memoria a Colloredo di Sossano istituito nell’ottobre del 1993 nel paese del basso Vicentino per iniziativa di Mirella Brojanigo e Giovanni Fattori -, così come permangono i concorsi letterari che possono contribuire a salvare i vocaboli dialettali. Da citare il Premio Giuriato, creato nel 1994 e dedicato al cantore della “Vicensa de sti ani”, e “Aque slosse” a Bassano del Grappa nato oltre quarant’anni fa.

Tra i ricordi e gli spunti del pubblico, Pavan ha concluso la lezione enumerando i libri che si possono trovare sull’argomento: “Vocabolario storico etimologico fraseologico del dialetto vicentino” di Mario Andreis, “Vocabolario del dialetto vicentino” di Candiago e Romanato, “Poesie dialettali” di Adolfo Crosara e “Grafia Veneta unitaria“, manuale scritto da una commissione scientifica nominata dalla Giunta Regionale del Veneto nel 1995.

Mario Pavan alla Scuola del Lunedì

Mario Pavan, laureato in filosofia, ex docente presso le scuole medie di primo e secondo grado, è giornalista pubblicista, direttore di alcune riviste, scrittore e poeta. Autore di diversi libri e saggi, tiene conferenze dedicate al dialetto ed è studioso dell’opera di importanti protagonisti della storia del nostro tempo, oltre ad essere coordinatore del “Premio Giuriato”. Inoltre, ha partecipato alla giuria di diversi concorsi dedicati al dialetto veneto.

La Scuola del Lunedì, coordinata da Daniele Bernardini e sostenuta da un gruppo di volontari, dà ora l’appuntamento ad ottobre.

Per rivedere l’appuntamento clicca qui.

Per rivedere tutti gli appuntamenti della stagione 2025-2026 della Scuola del Lunedì clicca qui.

Per rimanere aggiornati sui prossimi appuntamenti della Scuola clicca qui.