
Michele Boldrin critica il Governo sui visti concessi ai cittadini russi. I dati ufficiali distinguono i numeri dalle accuse politiche.
Visti ai cittadini russi, Michele Boldrin di ORA! accusa il Governo italiano di adottare controlli insufficienti e sostiene che gli ingressi possano esporre l’Europa a rischi di sicurezza. La dichiarazione politica va distinta dai dati disponibili: nell’Annuario statistico del Ministero degli Esteri risultano 161.574 visti rilasciati dalla rete italiana nella Federazione Russa nel 2024 e 49.582 in Bielorussia.
Boldrin, consigliere comunale a Venezia, definisce questa politica incoerente con il sostegno italiano all’Ucraina. Nella sua nota parla di migliaia di persone che potrebbero svolgere attività di intelligence o di influenza per il Cremlino. Si tratta di una valutazione formulata dall’esponente di ORA!, non di una circostanza provata per la generalità dei richiedenti o dei titolari di visto.
Il tema si colloca nel confronto europeo sulle restrizioni introdotte dopo l’invasione russa dell’Ucraina. La Commissione europea ha pubblicato i dati Schengen del 2025: dalla Russia sono arrivate circa 679 mila domande e il tasso di rifiuto è stato del 6,4 per cento, rispetto al 7,5 per cento del 2024. Le statistiche riguardano l’insieme dei Paesi Schengen e non dimostrano da sole l’esistenza dei rischi evocati nel comunicato.
Visti ai cittadini russi, tra statistiche e polemica politica
L’intervento di Boldrin chiede criteri più severi e un coordinamento europeo capace di valutare non solo la regolarità formale delle richieste, ma anche i profili di sicurezza. L’esponente sostiene che il Governo abbia aperto una contraddizione tra politica estera, sanzioni e mobilità dei cittadini russi.
Il quadro ufficiale mostra però anche una forte riduzione rispetto al periodo precedente alla guerra. Secondo la Commissione, i visti Schengen rilasciati ai cittadini russi erano oltre quattro milioni nel 2019 e si erano ridotti a circa mezzo milione nel 2024. Nello stesso periodo il tasso di rifiuto è aumentato dall’1,5 al 7,5 per cento.
La posizione si aggiunge agli interventi con cui Boldrin affronta temi istituzionali e politici, come nel recente confronto sulla legge veneta per il fine vita. Anche in questo caso la richiesta è indirizzata al Governo e alle istituzioni europee. Sui visti ai cittadini russi, il punto verificabile resta il volume dei documenti rilasciati; le conclusioni sui possibili effetti per la sicurezza appartengono invece alla valutazione politica di Boldrin.

































