
Abbiamo riportato già riportato la notizia che il Ministero della Cultura ha evidenziato al Comune la necessità di fare una valutazione d’impatto dell’opera TAV sulla Città di Vicenza e il suo patrimonio, secondo i dettami stabiliti dall’Unesco, in particolare l’impatto per ciascuna ipotesi progettuale (al vaglio) per l’uscita da Vicenza dell’alta velocità. Senza contare la novità comparsa nell’ambito TAV: il ritrovamento di amianto nel cantiere di viale Verona sottoposto a sequestro.
Se per l’alta velocità Verona-Padova, nel suo terzo lotto TAV Vicenza-Padova, RFI predilige l’opzione 1 in superficie con salto del montone a Settecà (su cui è in atto una bagarre del tipo “di chi è la responsabilità“, con rimpallo tra le amministrazioni Variati-Rucco-Possamai), la Giunta attuale preferirebbe l’opzione zero a raso, quella che implica un minore sconvolgimento del territorio e che prevederebbe la sola implementazione tecnologica della linea veloce – anche se tecnicamente è già stata bocciata da RFI a marzo 2025 perché creerebbe un imbuto tra Vicenza e Padova -.
Nel Consiglio comunale del 23 luglio dove alla Tav a Vicenza è stato dedicato ampio dibattito, il consigliere Angelo Tonello ha fatto sapere che nell’aggiornamento del contratto di programma MIT-RFI – documento cardine in cui sono precisati i soldi stanziati per realizzare le opere ferroviarie in Italia – non è previsto “un euro per il terzo lotto funzionale TAV, cioè la Vicenza-Padova, e quel documento è stato firmato a fine maggio dai ministri Salvini e Giorgetti” ha detto Tonello.
Nello stesso Consiglio comunale il centrodestra ha evidenziato la necessità di fare fronte comune andando dal Governo e da RFI con una precisa ipotesi – Valerio Sorrentino ha provato a proporre la galleria lunga -, oltre che di lavorare fin da ora su mitigazioni e compensazioni successive. Il Comune è ancora in attesa di ricevere l’analisi multicriteria delle alternative. Fermo restando che è rimasta nell’etere la Soluzione 2014, ovvero la “Galleria lunga senza salto del montone” con interramento linee tra la roggia Riello (a S. Pio X) e la roggia Caveggiara (Settecà), le cui potenzialità sono sostenute dai residenti, in particolare dai Comitati Setteca’ e Pro-Galleria a Vicenza Est.

Rapporto ICOMOS/UNESCO dell’Advisory Mission 2017
Le raccomandazioni Unesco sulla (allora futura) progettazione della TAV Vicenza
- Raccomandazione 7 (Linea ferroviaria di connessione AC Milano-Venezia): La progettazione della nuova Linea ferroviaria di collegamento AC Milano-Venezia dovrebbe continuare con la soluzione basata sull’allineamento della linea AC con la linea storica esistente, sulla stessa altitudine dei binari e la stessa misura dello scartamento così come sulla conservazione dell’attuale stazione ferroviaria di Vicenza. Per non interrompere la continuità del paesaggio e per ridurre al minimo l’impatto, si dovrebbe prestare una particolare attenzione a tutte le costruzioni ingegneristiche, in particolare ai cavalcavia e agli elementi di protezione dal rumore.
- Raccomandazione 8 (Linea ferroviaria di connessione AC Milano-Venezia): Dovrebbero essere sviluppate soluzioni alternative per evitare il ponte alto e lungo sopra i binari a ovest della stazione ferroviaria e il cavalcavia pedonale vicino alla stazione ferroviaria e presentare i progetti al Centro per il Patrimonio dell’Umanità per avere una consulenza.
Heritage Impact Assesment
Il Centro del Patrimonio Mondiale UNESCO ha richiesto allo Stato Italiano e alle autorità competenti la realizzazione di una Valutazione di Impatto sul Patrimonio (Heritage Impact Assessment – HIA) al fine di valutare gli impatti attuali e potenziali, puntuali e cumulativi di interventi eseguiti e altri pianificati all’interno del Sito, della sua Buffer Zone e nel suo ambiente territoriale più ampio.
“Questa Valutazione di Impatto sul patrimonio culturale ha lo scopo di accertare i valori del Patrimonio Mondiale; valutare quali impatti possono avere sulla proprietà i pro-getti/interventi considerati; ed infine fornire indicazioni per mitigare o eliminare gli impatti negativi riscontrati”. Una valutazione redatta – utilizzando le linee guida internazionali di ICOMOS 2011 – da un team internazionale interdisciplinare con competenze in gestione di siti Unesco e dotati di una conoscenza approfondita del territorio vicentino, del sistema di pianificazione vigente nel contesto territoriale di riferimento, con lo scopo di “comprendere l’impatto dei progetti sull’Eccezionale Valore Universale (Outstanding Universal Value, di seguito “OUV”) della proprietà “La Città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto”.
“Ciascun elemento chiave dell’ OUV viene valutato rispetto alle motivazioni per le quali la proprietà del Patrimonio Mondiale è stata iscritta: criteri, autenticità, integrità e tutela e gestione. La valutazione HIA tiene conto anche degli aspetti relativi alla gestione sostenibile del Sito per la quale sono definite specifiche raccomandazioni. La valutazione di ciascun progetto è stata condotta attraverso il seguente percorso”:

Tav a Vicenza e tangenziale, lo sconvolgimento del territorio
“Finalmente il Ministero dà importanza al parere dell’Unesco: anche per il completamento della Tangenziale di Vicenza nel 2021 era stato osservato che nel progetto erano state prese in considerazione linee guida superate da diversi anni”, dichiara Giovanni Marangoni, evidenziando l’importanza del parere Unesco sulle infrastrutture che rischiano di stravolgere la città. “Sarà bello vedere cosa ne penserà l’Unesco, dato che già aveva dato delle raccomandazioni nel 2017”.
Nello specifico, per quanto riguarda ciò che l’Unesco pensa sui grandi progetti che minacciano (o minacciavano) Vicenza, nello stesso report del 2017 si affermava:
“La società civile ha iniziato a condividere le proprie preoccupazioni nel 2008, però non sono state intraprese azioni sufficienti da parti delle autorità comunali o nazionali per mitigare i danni alla proprietà del Patrimonio dell’Umanità, come raccomandato nella relazione della missione del 2005 e nelle decisioni del Comitato per il Patrimonio dell’Umanità. Per i due importanti progetti che sono stati realizzati da allora, la base militare Del Din e la riqualificazione del quartiere del Cotonificio Cotorossi: Borgo Berga, la missione può soltanto constatare il loro impatto negativo sull’Eccezionale Valore Universale (OUV). Questi progetti influiscono in modo negativo sull’autenticità della proprietà, sulla sua posizione, il contesto e la sua eredità intangibile, sullo spirito e l’integrità di sentimenti e visione. Per tali realizzazioni la missione esprime alcune raccomandazioni per alcune misure di mitigazione; per Del Din possono essere solo marginali ma per Borgo Berga con un qualche sforzo, l’impatto sul paesaggio può essere quanto meno attenuato”.
Chissà, allora, cosa ne uscirà da questa HIA richiesta dal Ministero della Cultura.































