
Resta del tutto incerta la questione della Tav a Est di Vicenza o meglio, se sarà fatto il cosiddetto scavalco del montone a Settecà. Ieri, le parti interessate si sono riunite in città: Comune e Provincia di Vicenza, i comuni confinati, Rfi e Iricav Due.
In quella riunione i tecnici di Rfi e Iricav Due hanno presentato la bozza del progetto definitivo dal fiume Tesina a Torri di Quartesolo, fino a Grisignano di Zocco, lasciando in sospeso l’uscita da Vicenza.
Ma per buona parte dei partecipanti prevale la tesi per la quale la progettazione debba restare quella del 2021, con l’opera dunque a Vicenza e con un sospiro di sollievo degli altri comuni, in particolare Grumolo delle Abbadesse, che non la volevano e non la vogliono tutt’ora.
Ma non la vuole neanche il Comune di Vicenza, che oggi è intervenuto sulla riunione. E lo ha fatto ricordando che lo scorso mese il consiglio comunale ha votato un ordine del giorno contrario all’impattante soluzione per la Tav a Est.
Quella decisione, spiega l’amministrazione comunale, è stata trasmessa nei giorni scorsi al ministro delle Infrastrutture, al presidente della Regione del Veneto e al commissario straordinario per la linea AV/AC Brescia-Padova. “Vicenza conferma la propria contrarietà alla sua realizzazione a Setteca’ e chiede che vengano trovate soluzioni alternative”, spiegano da Palazzo Trissino.
L’occasione viene raccolta dal sindaco, Giacomo Possamai, per un attacco a Francesco Rucco. I due si erano scontrati anche di recente sul tema.
L’incontro – la posizione dell’attuale sindaco – ha confermato che il percorso che ha portato all’attuale progetto nasce dalle scelte compiute nel 2021, anno in cui era sindaco Rucco che avrebbe potuto opporsi. “Ieri – dichiara Possamai – abbiamo sentito ribadire pubblicamente una realtà che l’ex sindaco Francesco Rucco ha inutilmente cercato di negare. Se oggi RFI presenta un progetto che prevede il salto del montone a Setteca’ non è perché quella soluzione sia comparsa all’improvviso. È perché nel 2021 si scelse di non fermarla e di consentire che la progettazione andasse avanti su quel tracciato. Questo è il dato politico che emerge con chiarezza dalle dichiarazioni degli altri amministratori e dalla ricostruzione degli ultimi giorni”.
È stato poi sottolineato come l’ordine del giorno del Consiglio comunale, “votato all’unanimità”, richiami “quanto previsto dal decreto regionale del gennaio 2015, che individuava per il salto del montone una localizzazione diversa da quella oggi prevista a Setteca’. Il consiglio comunale ha evidenziato inoltre come, dal 2015 ad oggi, non siano stati sottoscritti accordi tra gli enti locali che abbiano formalmente modificato quell’impostazione”.
È stato infine ribadito che la contrarietà al salto del montone a Setteca’ è dettata dal temuto impatto sul territorio e sulla qualità della vita dei cittadini. L’amministrazione comunale di Vicenza ha inoltre ribadito la volontà di mantenere un confronto costruttivo con gli altri Comuni coinvolti dal progetto, ma anche di essere irremovibile nel sostenere la sua posizione contraria in tutte le sedi istituzionali competenti.


































