
Avere la possibilità di eseguire il test genomico in fase pre operatoria nelle “pazienti con tumore al seno localmente avanzato” consentirebbe di comprendere se il tumore risponde alla chemioterapia. In questi casi, impiegare la chemioterapia prima della chirurgia permetterebbe di “evitare interventi chirurgici molto più demolitivi. Oggi questo non è ancora consentito perché manca la rimborsabilità dell’esame”. È quanto affermato da Corrado Tinterri, professore di Chirurgia generale Humanitas University e responsabile Uo di Senologia alla Breast Unit dell’Humanitas Cancer Center di Rozzano, all’incontro con la stampa ‘tumore al seno, i primi due anni di attività dell’osservatorio nazionale sui test genomici’, svoltosi oggi a Milano.






































