Fine vita in Veneto, Valdegamberi: «Celebrare la morte come progresso è una sconfitta»

17
Valdegamberi sul fine vita in Veneto, Stefano Valdegamberi

Stefano Valdegamberi critica la legge veneta sul fine vita e chiede più investimenti in cure, assistenza e sostegno alle persone fragili.

Valdegamberi sul fine vita in Veneto esprime una netta opposizione alla legge approvata dal Consiglio regionale. In una dichiarazione diffusa dal Consiglio regionale del Veneto, l’esponente di GM-Futuro Nazionale sostiene che presentare il provvedimento come un avanzamento civile rischi di spostare l’attenzione dalla tutela della persona alla possibilità di porre termine alla vita.

Il voto ha concluso un confronto articolato, ricostruito nell’articolo sull’approvazione della legge veneta sul fine vita. Il testo disciplina tempi e procedure sanitarie per le richieste che rientrano nei requisiti fissati dalla Corte costituzionale; non introduce un diritto senza condizioni. Valdegamberi contesta comunque l’impostazione politica e culturale della scelta.

Secondo il consigliere, medicina e istituzioni dovrebbero concentrare le risorse sull’accompagnamento, sul sollievo dalla sofferenza e sulla protezione delle persone più vulnerabili. La sua posizione attribuisce priorità alle cure palliative, alla salute mentale, all’assistenza continuativa e al sostegno concreto alle famiglie.

Valdegamberi sul fine vita in Veneto, le ragioni della contrarietà

Valdegamberi teme che una disciplina nata per situazioni eccezionali possa, nel tempo, estendere il proprio ambito. Richiama l’esperienza canadese come esempio di un possibile allargamento dei criteri, ma si tratta di una valutazione politica e comparativa: il sistema canadese e quello italiano hanno presupposti normativi differenti.

Il consigliere solleva anche un interrogativo sui costi dell’assistenza, ipotizzando che ragioni economiche possano influenzare le scelte pubbliche. La nota non presenta elementi che provino un simile meccanismo in Veneto; l’argomento va quindi letto come un timore espresso dall’esponente politico, non come un fatto accertato.

La critica riguarda infine le parole usate nel dibattito. Per Valdegamberi, qualificare l’approvazione come un progresso di civiltà rischia di trasformare una decisione drammatica in un simbolo positivo. La maggioranza favorevole, al contrario, ha sostenuto che la legge definisca garanzie, tempi e responsabilità dentro un quadro giuridico già tracciato.

Il confronto resta dunque aperto su due piani distinti: l’applicazione concreta delle procedure e il giudizio etico sul ruolo delle istituzioni. La posizione di Valdegamberi sul fine vita in Veneto insiste sulla necessità di rendere effettive le alternative di cura e di evitare che solitudine, fragilità economica o insufficienza dei servizi pesino sulle decisioni individuali.