Villaggio Giuliano, da possibilità per gli esuli di ricominciare una nuova vita a “fantasma” abbandonato tra degrado e manutenzioni assenti

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Villaggio Giuliano

Il Villaggio Giuliano fu inaugurato nel settembre del 1955: due condomini, costruiti in via Bertolo per ospitare più di cento famiglie esuli dall’Istria e Dalmazia, e un cortile dove i bambini si ritrovavano a giocare. Se un tempo era una sorta di piccolo quartiere con i propri riti e le proprie tradizioni, oggi appare come un grande fantasma dai muri scrostati.

104 sono gli appartamenti totali del Villaggio Giuliano, in larga parte di proprietà comunale e gestiti da Amcps, mentre 26 sono di proprietà di privati. 54 sono occupati e 50 sfitti. Nonostante la buona volontà di alcuni condomini di mantenerne il decoro, la zona è diventata simbolo di degrado, con le abitazioni in cattivo stato d’uso.

degrado
A sinistra una ringhiera in cattive condizioni, a destra rifiuti lanciati alla rinfusa

«La cosa che dà più fastidio è che dobbiamo pagare un amministratore, qua siamo tutti poveracci, c’è gente che non arriva a fine mese» racconta Aldo Angeliere, un residente che vive qui da oltre dieci anni. «Una signora che abitava qui, venuta a mancare, aveva chiamato Amcps qualche tempo fa, e sa cosa le ha risposto la signorina al call center? “Villaggio Giuliano non esiste”».

Scale pericolanti, infissi che si levano e non isolano, riscaldamento che non scalda; se i residenti vogliono sistemare qualcosa, ad esempio dare le tinte ai muri o fare altri lavoretti, devono arrangiarsi da soli. Alcune famiglie hanno installato autonomamente il condizionatore, ma pagando un affitto si aspetterebbero almeno una manutenzione degli immobili. «Tempo fa il Comune ci ha portato le latte di vernice, ma il colore abbiamo dovuto darlo noi» replica un altro residente, indicando le facciate dei palazzoni.

villaggio giuliano
Gli infissi delle finestre non isolano

«Ho fatto domanda di spostarmi al primo piano perché ho l’invalidità del 75% ancora cinque anni fa, ma non ho ricevuto riscontro» afferma Roberto Zampieri, un altro residente. «Ho chiesto di poter cambiare i serramenti, ma non ho ricevuto nemmeno una lettera in cui si dicesse che non ci sono soldi». Il cittadino aggiunge che ormai è necessario tenere chiuse le cantine con il lucchetto, perché ci sono residenti che vi buttano all’interno i rifiuti. Molte cantine infatti sono ingombre d’immondizia, alcune sono di pertinenza di appartamenti sfitti e mai svuotate dai vecchi residenti.

La situazione immutata negli anni al Villaggio Giuliano

La situazione non è cambiata negli anni, nonostante i casi di degrado e sporcizia fossero già stati segnalati due anni fa dai media locali. I residenti, infatti, non hanno mai ricevuto risposte riguardo alla necessità di manutenzione urgente.

«Le famiglie di etnia rom si sono impossessate della serenità del Villaggio, gli sono state affidate case perfettamente ristrutturate e le hanno sfasciate, mentre ci sono persone che vivono qui da 30 anni e hanno abitazioni con serramenti che cadono a pezzi» chiosa Giulia Gennaro, dirigente provinciale di Fdi.

Minacce agli abitanti che avevano portato anche alla presentazione di denunce presso le forze dell’ordine, insulti, oggetti lanciati dalla finestra, cantine occupate e usate come discarica, il benessere dei residenti era già stato messo a dura prova dalla convivenza nel maggio scorso, quando era stata presentata una domanda di attualità in Consiglio comunale.

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Una tenda buttata dalla finestra si è impigliata nei cavi dell’elettricità

Gennaro, precisando che non si tratta di un attacco all’attuale Amministrazione perché la mancanza di attenzione si è perpetuata in tutte le ultime Amministrazioni, chiede un progetto reale di riqualificazione della zona che venga portato avanti, anche attraverso la richiesta di fondi. Tra l’altro, nelle case abitano anche persone con situazioni di difficoltà psichiatrica, ma gli assistenti sociali non si vedono.

La richiesta di accesso agli atti

Gennaro ha fatto una richiesta al Comune di accesso agli atti per poter conoscere la situazione patrimoniale e la disponibilità degli alloggi, lo stato dell’affidamento di appalti e incarichi, la situazione delle manutenzioni e le condizioni strutturali, con la precisa intenzione di inviare una pec anche alla Regione al fine di ricevere fondi per la riqualificazione.

Nell’estate del 2021 il Comune si era aggiudicato 30 milioni nell’ambito del bando Programma nazionale della qualità dell’abitare (PinQua), attivato dal Ministero per le infrastrutture e la mobilità sostenibili (Mims) per “riqualificare i centri urbani, ridurre il disagio abitativo e favorire l’inclusione sociale”. Al centro del progetto – che riguardava anche altre zone della città – oltre alla sistemazione degli alloggi, era prevista l’aggiunta degli ascensori per l’abbattimento delle barriere architettoniche, la sostituzione dei tetti a falda con l’installazione di pannelli solari, e la riqualificazione della piazzetta.

La speranza dei cittadini di un riammodernamento è durata poco, perché, come ricorda un residente, il progetto fu bloccato e i finanziamenti non arrivarono più per “un errore di calcolo all’interno del PNRR” come ricordato dall’ex sindaco Francesco Rucco qualche tempo fa.

targa villaggio

Nonostante il 16 maggio 2026 sia stata inaugurata una targa installata in ricordo degli esuli istriani, giuliani e dalmati, i residenti si dicono abbandonati: «Nessuno si preoccupa né viene a vedere in che condizioni viviamo».