Rifondazione Comunista Vicenza: “No al sacrificio dei lavoratori e alla propaganda di guerra”

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La Segreteria Provinciale di Vicenza di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea interviene con durezza sulla morte di una lavoratrice di 42 anni, originaria di Reggio Calabria, travolta ieri dal suo stesso camion nel piazzale della ditta Campagnolo a Tezze sul Brenta. Per il partito, questa tragedia rappresenta l’ennesimo schiaffo alla dignità del lavoro e alla vita stessa, consumatosi nel cuore pulsante della logistica.

Rifondazione definisce questo settore come il “nuovo caporalato” industriale, denunciando un modello economico che si regge su una giungla di appalti e subappalti a ditte esterne, dove ritmi insostenibili e turni notturni logoranti fanno passare la sicurezza in secondo piano rispetto alla velocità delle consegne. Secondo la nota politica, non si tratta di fatalità ma delle conseguenze dirette di un sistema che antepone il profitto all’integrità umana.

Il fatto che l’incidente avvenga a ridosso dell’8 marzo rende la vicenda ancora più amara. Rifondazione sottolinea come non servano omaggi floreali se le donne continuano a morire di lavoro, spesso costrette ad accettare mansioni rischiose in ditte esterne pur di mantenere un’occupazione.

La sicurezza sul lavoro viene quindi indicata come la prima vera battaglia femminista, necessaria per impedire che il corpo delle donne venga stritolato dagli ingranaggi di una produzione senza regole. Le richieste politiche sono nette: stop alla giungla degli appalti con responsabilità totale in capo all’azienda committente, introduzione del reato di omicidio sul lavoro e investimenti massicci nello Spisal per aumentare le ispezioni.

L’impegno civile del partito prosegue mercoledì 4 marzo alle ore 20.30, presso la sede di via Alberto Mario a Vicenza, con un appuntamento dal titolo “Guerra, propaganda e silenzi: cosa non ci stanno raccontando?”. L’iniziativa, organizzata dalla Federazione di Vicenza del Prc e dal Circolo Culturale Antonio Gramsci, si propone di analizzare il conflitto in Ucraina a quattro anni dal suo inizio, cercando di comprendere gli interessi in gioco e le narrazioni che dominano il dibattito pubblico.

L’ospite della serata, in collegamento online, sarà Vincenzo Lorusso, giornalista freelance italiano che vive stabilmente nelle regioni russofone del Donbass dal 2014. Lorusso, autore di reportage e inchieste realizzate direttamente sul campo, porterà la sua testimonianza sui territori colpiti dal conflitto per raccontare il punto di vista delle popolazioni locali, spesso filtrato o ignorato dall’informazione occidentale. La serata analizzerà il rapporto tra guerra e informazione, il ruolo della propaganda su entrambi i fronti e la crescita della russofobia nel dibattito europeo, toccando anche il tema della censura del dissenso e della marginalizzazione delle voci critiche.

Durante l’incontro verranno proiettati video e materiali originali con sottotitoli in italiano, difficilmente reperibili nei canali mainstream, per offrire strumenti di analisi sulla militarizzazione del linguaggio e sulla costruzione del “nemico”. L’obiettivo degli organizzatori è promuovere un confronto collettivo che metta in discussione la linea ufficiale dell’Unione Europea e l’invio di armi come unica soluzione, rivendicando il diritto a un’informazione libera e plurale. L’ingresso alla serata è gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.