Serre del Parco Querini a Vicenza, Pegoraro (Italia Nostra) e Toffanetto (Civiltà del Verde): «Consiglio di Stato favorevole ai ricorsi»

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ex serre di Parco Querini
Ex serre di Parco Querini

Italia Nostra e Civiltà del Verde intervengono sui lavori alle ex serre del Parco Querini a Vicenza: due ricorsi accolti dal Consiglio di Stato. Attesa per il decreto del Presidente della Repubblica.

Serre del Parco Querini a Vicenza, Consiglio di Stato sì ai ricorsi

Nuovo capitolo sulla vicenda delle ex serre del Parco Querini a Vicenza, al centro di un comunicato congiunto firmato da Maria Grazia Pegoraro (Italia Nostra Vicenza) e Monica Toffanetto (Civiltà del Verde), che richiama l’esito di due ricorsi amministrativi con parere favorevole del Consiglio di Stato .

Secondo quanto riportato nel documento, le serre – ciò che resta della struttura ottocentesca realizzata dal conte Antonio Capra – sono destinate a ospitare una caffetteria gestita da un’associazione attiva nell’inclusione sociale. Tuttavia, sull’intervento pesa il contenzioso amministrativo avviato nel 2020 dalle due associazioni ambientaliste .

Ricorsi accolti e attesa del decreto presidenziale

Il punto centrale riguarda il pronunciamento del Consiglio di Stato, che con un provvedimento del 16 aprile 2025 ha espresso parere favorevole all’accoglimento dei ricorsi. Ora si attende il decreto del Presidente della Repubblica che renderà il parere vincolante .

Le associazioni sottolineano come, a loro giudizio, il Comune di Vicenza abbia proseguito le attività senza attendere la conclusione definitiva dell’iter amministrativo, comportamento ritenuto improprio alla luce delle procedure previste .

Le criticità segnalate sul progetto

Nel comunicato vengono richiamati i contenuti dei ricorsi, che contestano il progetto sotto diversi profili. In particolare, si evidenziano modifiche significative intervenute tra la fase preliminare e quella esecutiva, tra cui l’aumento della copertura dell’edificio, ritenuto impattante sull’assetto del parco .

Secondo le associazioni, trattandosi di un’area sottoposta a vincolo paesaggistico come il Parco Querini, tali interventi avrebbero richiesto una specifica autorizzazione prima dell’avvio dei lavori. In assenza di questo passaggio, l’opera verrebbe considerata non conforme sotto il profilo urbanistico e paesaggistico .

Un nodo tra tutela e trasformazione urbana

Il documento richiama anche il parere espresso nel 2024 da ICOMOS per conto dell’UNESCO, che avrebbe evidenziato criticità legate all’impatto del progetto sull’autenticità e sull’integrità del contesto storico .

Le associazioni parlano di un intervento che avrebbe trasformato un restauro conservativo in una nuova costruzione, con conseguenze sul valore storico e paesaggistico dell’area.

Prospettive e richiesta di confronto pubblico

Nel comunicato si sottolinea infine la necessità di fare chiarezza su una vicenda definita complessa e rilevante per la città. Le associazioni auspicano che, una volta emanato il decreto presidenziale, si possa aprire un momento di confronto pubblico per illustrare nel dettaglio la situazione delle ex serre .

La vicenda resta quindi aperta, in attesa degli sviluppi amministrativi e delle eventuali decisioni conseguenti al pronunciamento definitivo.