
Dopo la bocciatura dell’Impianto Silva Srl a Montecchio Precalcino “è ora importante che vengano approfondite le fonti di pressione e la situazione relativa alla sommatoria di inquinanti di cui parla l’autorità sanitaria”, sostiene il Comitato Tuteliamo la Salute.
I rappresentanti dei cittadini hanno approfondito la documentazione dei vari enti preposti – inviata al Comitato da Provincia di Vicenza -, che è stata valutata dalla Conferenza dei servizi e ha condotto a non concedere l’autorizzazione alla realizzazione di un sito specializzato nel trattamento di rifiuti sanitari e sabbie da fonderia, ampliando lo stabilimento attuale nella già martoriata ex Area Safond Martini.
All’attenzione del Comitato, soprattutto, i pareri decisivi di Ulss 7 e Autorità di bacino Distrettuale delle Alpi Orientali.
“Desideriamo manifestare la nostra preoccupazione per le parole dell’Ulss che parla del nuovo impianto come ‘un’ulteriore fonte di pressione in una zona che, in area estesa, è già interessata da altre fonti di pressione (impianto di rigenerazione sabbie di fonderia, cave di estrazione, ex-cave adibite a discariche, discariche, etc.), e, pertanto, si valuta il progetto in un’ottica di sommatoria delle stesse'”.
Nel corso della battaglia a favore di salute e acqua, il Comitato aveva evidenziato proprio questo rischio: “Proprio riguardo a questi aspetti abbiamo chiesto un colloquio con il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS 7 Pedemontana, Lorenzo Bulegato, con l’obiettivo di approfondire nel dettaglio le problematiche evidenziate dall’Ulss, in un territorio ricco di segnalazioni dei cittadini circa un’elevata incidenza di patologie oncologiche, respiratorie e autoimmuni nei pressi di Silva.
Da molti anni infatti – prosegue il Comitato -, cittadini di Novoledo (Villaverla) e Levà (Montecchio Precalcino) lamentano il depositarsi di sabbie nere (foto) su balconi, vetri, grondaie, vialetti e soprattutto frutta e verdura. Non è mai stata effettuata alcuna indagine ambientale o sanitaria nella zona attigua a Silva, né sono state date spiegazioni o chiarimenti ai cittadini preoccupati”.
In attesa del colloquio, il Comitato Tuteliamo la Salte ha inviato all’Ufficio Registro Tumori una richiesta per poter visionare i dati degli ultimi 50 anni, con particolare riferimento alle zone limitrofe all’impianto Silva.




































