È nato a Vicenza il “Centro di studi storici e sociali Luigi Faccio” promosso da ANPI, CGIL, Fondazione Nordera Busetto e ARCI

Il presidente del Centro Studi è Luigi Poletto, Stefano Poggi è il direttore oltre che componente del Consiglio direttivo di cui fanno parte Anna Bertoncello e Carlo Rela come Vice Presidenti, Erik Sortinelli come Segretario/Tesoriere e che è completato da Chiara Bonini, Cristina Malavolta, Marina Petroni e Francesco Zanni.

473
La riunione di firma dell'Atto costitutivo del Centro Studi Luigi Faccio: da sx in senso orario Marina Petroni, Anna Bertoncello, Luigi Poletto, Carlo Rela, Francesco Zanni, Cristina Malavolta, Erik Sortinelli, Claudio Rizzato, Stefano Poggi e Chiara Bonin (foto di origine composte con l'AI con prompt di VicenzaPiù)
La riunione di firma dell'Atto costitutivo del Centro Studi Luigi Faccio: da sx in senso orario Marina Petroni, Anna Bertoncello, Luigi Poletto, Carlo Rela, Francesco Zanni, Cristina Malavolta, Erik Sortinelli, Claudio Rizzato, Stefano Poggi e Chiara Bonin (foto di origine composte con l'AI con prompt di VicenzaPiù)

È stato costituito a Vicenza 27 marzo 2026 il “Centro di studi storici e sociali Luigi Faccio” promosso da ANPI, CGIL, Fondazione Nordera Busetto e ARCI.

Chi era Luigi Faccio?

Figura nota della storia politica vicentina, Luigi Faccio – proveniente da una famiglia di umili origini e di professione prima falegname e poi tipografo – fu, all’inizio del ‘900, uno dei pionieri del socialismo vicentino assieme a Domenico Piccoli, il maggiore esponente del PSI berico durante il periodo giolittiano, impegnandosi fortemente nell’opera di propaganda e proselitismo tra i lavoratori urbani e tra i contadini della provincia.

Luigi Faccio
Luigi Faccio

Alle soglie della Prima guerra mondiale, Faccio fu fautore di una linea antimilitarista e pacifista, che perseguì anche sul fronte bellico, tanto da attirare l’attenzione delle autorità militari.

Nel primo dopoguerra, con l’elezione di Domenico Piccoli alla Camera, Luigi Faccio divenne il protagonista della lotta politica cittadina e del risveglio dell’associazionismo cooperativistico socialista, vincendo le elezioni comunali nel 1920 e diventando Sindaco.

Costretto nel 1922 dalle intimidazioni fasciste alle dimissioni insieme all’intera Giunta, da convinto socialista riformista turatiano legato a Giacomo Matteotti fu tra gli animatori del settimanale “Unità Socialista”, organo del Partito Socialista Unitario di Trento, Verona e Vicenza. Durante il Ventennio si ritirò a vita privata sempre sottoposto al controllo da parte degli apparati repressivi fascisti. sempre tenuto d’occhio dalle autorità.

Tornò alla ribalta dopo l’8 settembre 1943, quando fu tra i promotori del Comitato di Liberazione Nazionale di Vicenza. Venne arrestato nel dicembre 1944 e rinchiuso a Villa Giusti presso Padova, dagli uomini del maggiore Mario Carità. Venne liberato soltanto con l’approssimarsi del 25 aprile 1945.

Insediato come sindaco dal CNL dopo la liberazione di Vicenza, Luigi Faccio fu rieletto sindaco e all’Assemblea costituente.

Guidò fino alla morte avvenuta nel 1951 il socialismo riformista vicentino, suscitando un sincero e grandissimo cordoglio popolare.

A Vicenza gli è stata intitolata una via e più recentemente la Sala della Giunta comunale a Palazzo Trissino.

Ecco, quindi, la motivazione della scelta del suo nome per il Centro Studi: Luigi Faccio è uno degli emblemi più rilevanti e significativi delle lotte del movimento operaio, della cultura pacifista e della storia della sinistra vicentina proprio l’alveo culturale e politico da cui nasce il Centro Studi a lui intitolato.

Centro di studi storici e sociali Luigi Faccio, il logo
Centro di studi storici e sociali Luigi Faccio, il logo

Il Centro Studi si riconosce nei principi della Costituzione repubblicana, democratica e antifascista, nella Dichiarazione Universale dei diritti umani, nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea; è autonoma, pluralista, a carattere volontario e democratico e non ha finalità di lucro. Si ispira ai valori dell’uguaglianza, della libertà e della fraternità, della pace e del ripudio della guerra, del disarmo, del diritto all’autodeterminazione dei popoli, della solidarietà, della giustizia su scala globale, della tutela dei diritti politici, civili e sociali, della laicità, del rifiuto di ogni discriminazione su base sessuale, di genere, etnica o religiosa.

L’Associazione opera per un mondo:

– in cui tutti gli Stati coesistano in pace e nella reciproca cooperazione e le controversie siano risolte attraverso il pacifico negoziato promosso e guidato dagli organismi internazionali;

– in cui siano riconosciuti, promossi e difesi e tutelati in una dimensione globale il diritto al lavoro, alla salute, alla tutela sociale;

– in cui il carattere plurietnico e pluriculturale della società sia considerato un valore aggiunto con rifiuto di qualsiasi atteggiamento razzistico o xenofobo e con attuazione di pratiche di accoglienza nei confronti dei migranti;

– in cui il benessere sia equamente distribuito, rimuovendo gli ostacoli politici, sociali ed economici che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

Il Centro Studi intende:

1 – raccogliere, conservare, valorizzare e mettere a disposizione delle/i studiose/i e cittadine/i il patrimonio documentale e archivistico materiale ed immateriale garantendo altresì al pubblico la consultazione dei documenti.

2 – raccogliere e conservare le memorie individuali e collettive, le fonti audiovisive e digitali e ogni altra forma di traccia utile a ricostruire fatti e vicende.

3 – curare pubblicazioni a carattere monografico nonché la produzione di materiali audiovisivi e digitali

4 – Organizzare – preferibilmente con altri soggetti – convegni, conferenze, dibattiti, seminari di approfondimento.

Gli ambiti di attività del Centro Studi sono tre con una prevalente limitazione territoriale al Vicentino:

  1. la storia del fascismo, dell’antifascismo, della Resistenza;
  2. la storia del movimento operaio, delle organizzazioni sindacali, delle culture progressiste;
  3. la storia della lotta dei movimenti popolari e sociali per la dilatazione degli spazi di democrazia e di partecipazione e di riconoscimento e tutela dei diritti sociali e ambientali.

Il Centro Studi ha un Presidente, un giovane storico quale direttore, un Consiglio Direttivo e avrà un Comitato scientifico formato da studiosi ed esperti locali in materia storica, socio-economica e giuridica.

In dettaglio il Consiglio Direttivo dell’associazione è così costituito:

Luigi Poletto Presidente, Anna Bertoncello Vice-Presidente., Carlo Rela Vice-Presidente, Erik Sortinelli Segretario/Tesoriere, Chiara Bonini componente, Cristina Malavolta componente, Marina Petroni componente, Stefano Poggi componente, Francesco Zanni componente.

Direttore è stato, poi, designato Stefano Poggi.

Il Programma immediato che è stato impostato a grandi linee prevede quattro raccolte di memorie e testimonianze:

  1. su partigiani e partigiane redatti da figli e nipoti
  2. sulle lotte e vertenze del movimento sindacale
  3. sui movimenti sociali e ambientalisti di base
  4. sul pacifismo berico anche in raccordo con il portale nazionale “Pace in movimento”.

Queste testimonianze verranno inserite nel sito e potranno essere raccolte in quattro volumi.

È stato progettato un volume sulla Resistenza comunista nel Vicentino con particolare riguardo alle formazioni Garemi.

È prevista la realizzazione di un Osservatorio sul neofascismo e si creerà un gruppo di lavoro permanente sul pensiero di Antonio Gramsci.

Sono stati presi accordi con la Scuola del lunedì, una sorta di università popolare intelligentemente programmata e fortemente consolidata, per una collaborazione l’anno prossimo per due interventi: il primo su Resistenza italiana e vicentina e il secondo sulla crisi a livello globale del diritto internazionale.

Tra i compiti del Centro Studi anche quelli di raccogliere, conservare, valorizzare e mettere a disposizione delle/degli studiose/i e cittadine/i il patrimonio documentario e archivistico materiale e immateriale relativo all’antifascismo e alla Resistenza e alla storia del movimento operaio e dei movimenti della società civile impegnati in lotte e iniziative per il riconoscimento dei diritti, per la giustizia sociale, per la tutela dell’ambiente garantendo altresì al pubblico la consultazione dei documenti del Centro.

Non mancherà un rapporto di collaborazione con l’IRES CGIL veneto e con l’Ufficio Studi della CGIL per l’analisi e il monitoraggio delle dinamiche economiche locali con particolare attenzione all’evoluzione del mercato del lavoro.

Il Centro Studi ha già organizzato insieme all’ANPI della città:

  • un importante convegno di presentazione del libro di Luca Baldissara e Nadia Urbinati “Nata democratica” con la partecipazione del primo dei due autori che ha interloquito con Emilio Franzina;
  • una visita alla Mostra su Pertini al Museo del Novecento di Mestre.

Il processo di impianto di questa nuova realtà è particolarmente complesso, ma anche proficuo perché sta mettendo in rete una serie di realtà associative, culturali e sociali di cultura progressista estremamente vive e dinamiche.

Lo studio della storia non è una questione accademica, riservata all’ambito angusto e autoreferenziale di pochi studiosi. La conoscenza degli eventi passati è il presupposto per la comprensione del presente e quindi è prodromica ad una strategia di trasformazione della realtà. In questo senso il Centro Studi Luigi Faccio avrà una marcata impronta militante a sostegno di un impegno civile e politico all’insegna dei valori costituzionali di libertà, pace ed emancipazione sociale.