
Ci sono voluti poco più di 3 anni ma, alla fine, i risparmiatori della Banca Popolare di Vicenza (BPVI), Patrizio Miatello in testa, hanno avuto una risposta dai liquidatori dell’istituto di credito posto in liquidazione coatta amministrativa nel 2017, sui 334 conti dormienti, considerati utili per alimentare nuovi ristori.
“Una risposta riparatoria giunta solo dopo essere stati messi alle strette in sede istituzionale”, afferma il presidente del Comitato TASCA MIA – Comitato Nazionale Fondo Ristoro Integrale e dell’associazione Ezzelino III da Onara – che nella sua nota dà anche atto ai collaboratori di ViPiu.it di “essere stati i primi a parlarne”. “Avete tutti i diritti – ha aggiunto e lo ringraziamo – di istituire la Scienza del vero Giornalismo indipendente”.
Una risposta, riprende Miatello, giunta solo dopo numerosi suoi solleciti, l’ultimo in ordine cronologico, lo scorso 10 aprile. Poi, la svolta: “Il 16 aprile 2026 – afferma lo stesso –, si è svolta la mia audizione presso la Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulle Banche. Meno di 24 ore dopo i liquidatori hanno inviato una PEC di risposta ammettendo testualmente che le precedenti comunicazioni non sono state riscontrate per un errore procedurale interno alla struttura commissariale, scusandosene”.
L’ammissione dei liquidatori, costituisce una smentita di “quanto dichiarato dal commissario Giustino Di Cecco il 30 ottobre 2025 davanti alla medesima Commissione, quando asserì che la banca aveva già risposto alle mie istanze (ne avevamo scritto qui). I fatti oggi dimostrano il contrario: per tre anni le segnalazioni sulle 334 posizioni dormienti sono rimaste in un cassetto”, aggiunge il rappresentante dei risparmiatori.
Come si apprende consultando la risposta inviata, i liquidatori affermano che “l’elenco (dei conti dormienti, ndr) riguarda assegni bancari e circolari emessi e non riscossi entro il termine di prescrizione per un importo complessivo di circa Euro 20.000,00 ma non è interesse della procedura affidare a Lei o ad altri l’incarico per il recupero di dette somme”.
Secondo Patrizio Miatello si tratta di un tentativo minimizzare l’attività di ritrovamento e, quanto al valore dei conti, “chiediamo trasparenza sui calcoli: 334 posizioni non possono avere un valore così esiguo. La Scienza di Tutela dei Risparmiatori serve proprio a impedire che somme spettanti agli aventi diritto vengano dimenticate o sottostimate”.
Ultimo aspetto della comunicazione è la richiesta di Miatello al riconoscimento del premio per il ritrovamento dei conti dormienti della BPVI, citando l’articolo 930 del Codice Civile che disciplina il premio spettante a chi ritrova una cosa smarrita e la consegna al proprietario o alle autorità.
In merito, la risposta dei liquidatori è lapidaria: “Riteniamo che la sua richiesta di pagamento del premio (anche nel caso di recupero delle somme in via diretta e, dunque, per il solo fatto di aver “segnalato” le risultanze del sito web della Consap S.p.a.) sia priva di fondamento giuridico non trattandosi di “cose ritrovate” nel senso dell’art. 930 c.c. (che fa chiaramente riferimento al ritrovamento di cose mobili o banconote, non di rapporti giuridici di credito)”.
“È inaccettabile che si tenti di banalizzare un lavoro scientifico di analisi e recupero che la Liquidazione stessa non era stata in grado di compiere”, dichiara Miatello che conclude ricordando che “l’associazione ha notificato formale diffida ai Liquidatori, richiedendo la prova analitica degli importi e riservandosi di adire le vie legali e penali per la tutela del risparmio e il risarcimento dei danni d’immagine subiti a causa delle infondate smentite rese in sede parlamentare”.







































