Propaganda russa a Vicenza? Rifondazione replica ad Azione: «Censura e pensiero unico sul docufilm»

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Dopo le polemiche sulla Propaganda russa a Vicenza che proporrebbe il docufilm prodotto da Russia Today, Rifondazione Comunista replica duramente ad Azione e alla stampa locale. Nel mirino “censura”, “pensiero unico euro-atlantico” e il rischio di limitare il confronto culturale e storico.

Propaganda russa a Vicenza, Rifondazione attacca Azione e difende il diritto al confronto

Non si spegne la polemica politica e culturale attorno alla proiezione a Vicenza del docufilm “Seconda guerra mondiale: le bugie dell’Occidente”, prodotto da Russia Today e promosso dal Circolo culturale Antonio Gramsci insieme a Rifondazione Comunista. Dopo le critiche espresse da Azione e riportate dalla stampa locale , arriva ora una dura replica del Circolo di Rifondazione Comunista Vicenza città “Gramsci-Giuliani”.

Nel comunicato firmato dai segretari Enrico Zogli e Irene Rui, Rifondazione parla apertamente di “censura e ipocrisia” accusando una parte della politica e dell’informazione di voler impedire ogni forma di discussione critica sulla narrazione occidentale della Seconda guerra mondiale e del conflitto in Ucraina.

Secondo il partito, l’articolo apparso sulla stampa vicentina rappresenterebbe «un concentrato di propaganda travestita da giornalismo», fondato su «accuse senza contraddittorio» e su una «criminalizzazione di chiunque osi mettere in discussione il pensiero unico euro-atlantico».

Al centro della polemica vi sono le dichiarazioni della segretaria vicentina di Azione, Francesca Carli, che aveva definito preoccupante la proiezione di un documentario riconducibile «alla narrativa del Cremlino» e aveva parlato del rischio di «normalizzare propaganda, revisionismo o narrazioni funzionali al regime di Putin».

Rifondazione respinge con forza questa interpretazione. «Proiettare un documentario – si legge nella nota – non significa aderire alle posizioni del governo russo, così come leggere un autore statunitense non equivale ad approvare Guantanamo, la guerra in Iraq o i bombardamenti NATO sulla Jugoslavia».

Per il Circolo “Gramsci-Giuliani” il nodo centrale riguarda il pluralismo culturale e il diritto al confronto storico e politico, anche su temi controversi. «La democrazia vera non ha paura del confronto. Solo i propagandisti lo temono», scrivono i dirigenti del partito, accusando quella che definiscono una nuova forma di “conformismo liberale”.

Nel comunicato trovano spazio anche dure critiche all’Unione Europea e alla NATO, accusate di alimentare una corsa al riarmo che starebbe impoverendo milioni di cittadini europei. Rifondazione attacca inoltre le forze politiche che sostengono l’invio di armi all’Ucraina, parlando di un’Europa «trasformata in una piattaforma militare subordinata agli interessi strategici degli Stati Uniti».

Particolarmente polemico anche il passaggio dedicato alla proposta lanciata da Azione di intitolare viale Roma alla “Promenade degli Stati Uniti d’Europa”, idea richiamata nell’articolo della stampa locale insieme a una provocazione sulla “grande madre Russia”. Secondo Rifondazione, si tratterebbe di «propaganda infantile» incapace di accettare posizioni diverse dalla logica “con noi o contro di noi”.

Il partito conclude invitando Azione a occuparsi «dei problemi reali di Vicenza», citando precarietà, salari bassi, crisi industriale e difficoltà della sanità pubblica, invece di condurre «crociate contro cineforum e dibattiti culturali».

La vicenda continua così ad alimentare un confronto molto acceso in città, dove il tema della guerra in Ucraina, della propaganda e dei rapporti tra libertà di espressione e responsabilità politica si intreccia ormai sempre più spesso con il dibattito culturale locale.