Migranti e scuola di Marostica, Aula 33: “Raccolte 1600 firme a sostegno degli insegnanti”

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scuola marostica aula 33

Oltre 1600 firme sono state raccolte nel Vicentino a sostegno delle maestre della scuola primaria Arpalice Cuman Pertile di Marostica, finita al centro dell’attenzione per un progetto di educazione civica e sensibilizzazione sul tema dei migranti che ha previsto, nei giorni scorsi, la distribuzione da parte di alcuni alunni di pasti ai migranti a Triseste.

Lo rende noto il comitato “Aula 33”, comitato vicentino per la difesa della scuola pubblica, che ha inoltre diffuso una lettera a sostegno delle insegnanti. “Abbiamo raccolto 1617 firme in 4 giorni attraverso un modulo online e moduli cartacei nelle scuole – fa sapere Paola Pellegrini, portavoce di Aula 33 –. C’è stata una mobilitazione straordinaria che ha unito docenti, cittadini e personale scolastico da tutta la provincia e non solo”.

Alcuni numeri: delle 1.617 firme raccolte a sostegno della causa della Scuola di Marostica, 1.125 provengono da Vicenza e provincia, “a dimostrazione del fortissimo radicamento territoriale della solidarietà”, aggiunge Pellegrini. E ancora: 492 adesioni da fuori provincia, “segno che il caso di Marostica ha sollevato un dibattito di rilevanza nazionale sulla tutela della scuola che deve restare uno spazio libero, pluralista e democratico”.

Tra i firmatari ci sono 714 docenti di istituti superiori e istituti comprensivi del Vicentino, tra i quali il Quadri, il Rossi, il Da Schio, il Corradini, il Pigafetta, il Piovene, il Tron Zanella Martini, i Licei di Valdagno, il Chilesotti, il Garbin di Schio, il Ceccato, il Fogazzaro, il Marzotto-Luzzati, il Boscardin, il Lioy, l’ITIS De Pretto, il Fusinieri, il Masotto di Noventa, lo Scotton, l’Engim.

“Questi numeri non sono solo statistiche, sono voci – sostengo da Aula 33 –. La risposta della comunità scolastica vicentina e dei cittadini è un segnale chiaro: le maestre di Marostica non sono sole. Chiediamo che venga difesa la dignità del lavoro educativo e il valore fondamentale della scuola pubblica, che deve rimanere un luogo di crescita sereno, tutelato e rispettato”.

Sostegno alla scuola Arpalice Cuman Pertile di Marostica: la lettera aperta di Aula 33

Noi maestre, maestri, docenti ed educatori esprimiamo la nostra piena solidarietà alle insegnanti dell’Istituto Comprensivo di Marostica, colpite in questi giorni da una violenta campagna politica e mediatica per aver promosso un progetto di educazione civica dedicato ai temi delle migrazioni e della solidarietà umana.

Riteniamo gravissimo che un percorso educativo costruito con serietà professionale, approvato dagli organi collegiali della scuola e condiviso con le famiglie degli studenti, venga trasformato da esponenti politici come Anna Cisint, Silvio Giovine e Elena Donazzan in un caso nazionale utile soltanto ad alimentare odio, sospetto e propaganda.

Ancora più preoccupante è la minaccia di ispezioni ministeriali sostenuta dal ministro Giuseppe Valditara, perché contribuisce a creare un clima intimidatorio nei confronti di tutto il personale scolastico.

Colpire insegnanti che affrontano temi complessi come guerre, migrazioni, diritti umani e convivenza civile significa colpire la funzione stessa della scuola pubblica democratica.

Educare alla solidarietà, all’empatia e alla comprensione delle sofferenze umane non è “indottrinamento”: è educazione civica.

È applicazione concreta dei principi fondamentali della Costituzione italiana nata dalla Resistenza al nazifascismo: fra tutti il dovere inderogabile di solidarietà, come scritto nell’art. 2.

La scuola non può essere ridotta a luogo di obbedienza passiva, silenzio e paura. Deve restare uno spazio libero, pluralista e democratico, nel quale studenti e studentesse possano confrontarsi con le grandi questioni del presente sviluppando spirito critico, consapevolezza e umanità.

La destra al governo ha un atteggiamento conflittuale contro il mondo della scuola, la sua funzione, la sua autonomia. Le note e circolari del Ministro Valditara sul rispetto del “pluralismo” e della “par condicio” nei dibattiti scolastici, con la loro genericità e la minaccia di sanzioni, sono di fatto un’intimidazione costante verso dirigenti, docenti e studenti nella libera e disinteressata formazione ed espressione delle loro opinioni. Ricordiamo gli attacchi contro progetti educativi non riconducibili alla narrazione del governo (in questi giorni esponenti di destra hanno grottescamente denunciato come “di sinistra” un incontro di studenti con il direttore di Tva Vicenza e il direttore de Il Giornale di Vicenza), le pretestuose dichiarazioni dell’Assessore Regionale all’Istruzione della Regione Veneto sul caso della Scuola di Marostica. È un atteggiamento ostile verso l’istruzione pubblica, estraneo ai valori della migliore pedagogia, della democrazia, vile davanti allo stesso futuro dell’Italia e delle generazioni degli Italiani.

Per questo respingiamo con forza ogni tentativo di diffamare e criminalizzare il lavoro educativo delle maestre di Marostica e ribadiamo il nostro sostegno a chi, ogni giorno, difende una scuola pubblica inclusiva, antifascista e fedele ai valori costituzionali.

A Cisint, Donazzan, Giovine un bel DUE in Educazione Civica, perchè l’art. 2 della Costituzione va saputo a memoria e praticato.

Alle colleghe e ai colleghi di Marostica diciamo con chiarezza: non siete sole, non siete soli”.