DDL Fine vita: slittano i tempi, altre audizioni ed emendamenti. Zanettin: “Chiederemo che il dossier torni in commissione”

328
Pierantonio Zanettin responsabilità civile magistrati ddl fine vita
Pierantonio Zanettin, senatore vicentino di Forza Italia

Le commissioni Giustizia e Affari sociali del Senato, con il voto contrario delle opposizioni, hanno riaperto i termini (fino al 9 giugno) per proporre nuovi emendamenti al disegno di legge sul Fine vita. Nel frattempo ci saranno altre audizioni. E ciò nonostante il ddl sia atteso in Aula il 3 giugno, per l’avvio dell’esame.

Il riferimento, sia per gli emendamenti che per le audizioni, è al testo base voluto dalla maggioranza e firmato dai senatori Pierantonio Zanettin, vicentino di Forza Italia, e Ignazio Zullo di Fratelli d’Italia

Le minoranze hanno protestato e ribadito che, per loro, resta valido l’impegno preso nella conferenza dei capigruppo con la mediazione del presidente del Senato, Ignazio La Russa, che il 3 giugno si esaminerà in aula il disegno di legge del dem Alfredo Bazoli, sottoscritto da tutte le opposizioni.

Ma i partiti di Governo tirano dritto e, in particolare, Forza Italia ha già annunciato che intende proporre alcuni emendamenti per tentare di superare l’impasse del ddl sul Fine vita.

Il 3 giugno, data in cui dovrebbe cominciare l’esame del disegno di legge sul fine vita nell’aula del Senato, “chiederemo che il dossier torni in commissione” perché “vogliamo continuare a lavorare sul testo della maggioranza”, ha chiarito il senatore Pierantonio Zanettin.

Quest’ultimo, appena alcuni giorni fa, aveva chiarito le sue intenzioni in merito al Ddl sul Fine Vita: ”È necessaria una legge nazionale – le sue parole – per evitare il caos delle legislazioni a macchia di leopardo nelle singole Regioni e assurde disparità di trattamento tra cittadini di serie a e cittadini di serie B”.

L’obbiettivo era stato dichiarato: portare in Aula a palazzo Madama un testo da condividere con le opposizioni al posto del provvedimento firmato dal dem Alfredo Bazoli, che è l’unico in questo momento ad avere titoli per approdare al Senato il 3 giugno.