Siccità, Stefani dichiara lo stato di emergenza regionale in Veneto

49
Siccità e guerra dell’acqua Trentino Alto Adige-Veneto
Siccità

Il presidente della Giunta della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha firmato oggi un’ordinanza con la quale viene dichiarato lo stato di emergenza regionale su tutto il territorio per arginare la siccità.

Condizioni idrologiche e idrauliche anomale sono state riscontrate in particolare nel territorio del Distretto del fiume Po, e del rischio di risalita del cuneo salino.

La decisione – informa la Regione – è stata assunta alla luce della presenza verificata di deficit di precipitazioni in particolare a partire da marzo (-21%), peggiorato in aprile e ancora sotto media storica a maggio. Al 31 maggio scorso, l’intero anno idrologico ha presentato un deficit del -28%, pari a quasi 2,4 miliardi di metri cubi di acqua mancanti. La risorsa determinata dalla neve si è esaurita precocemente per le alte temperature di aprile e maggio, e le portate dei maggiori fiumi veneti risultano sensibilmente e costantemente inferiori alle medie storiche (Piave e Brenta -23%; Po -23%; Adige -21%). In sensibile discesa è anche il livello del Lago di Garda.

In particolare, il provvedimento chiede all’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po convocare con urgenza l’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici del Distretto idrografico del fiume Po al fine di rivalutare il grado di severità idrica attuale e le ulteriori misure da attuarsi per il contenimento della crisi idrica.

Siccità, dichiarato lo stato di emergenza regionale in Veneto

Nell’Ordinanza, Stefani individua anche alcune azioni necessarie a fronteggiare la situazione.

Innanzitutto, raccomandare alle strutture regionali competenti di adottare una strategia per l’uso più parsimonioso e sostenibile delle risorse idriche nel proprio territorio evitando tutti gli sprechi possibili e, con particolare riguardo al bacino del fiume Adige, di adottare ogni misura necessaria al fine di limitare l’utilizzo della risorsa idrica e a garantire la portata minima fluente di 80 mc/s a Boara Pisani;

Poi, di raccomandare tutta una serie di azioni ai Consorzi irrigui di tutto il Veneto tra cui sensibilizzazione sul problema e la predisposizione dei Piani di siccità, costituenti misure del Piano di gestione delle acque in Veneto.

Raccomandazioni analoghe sono previste per i Gestori degli invasi idroelettrici dell’area montana e ad Enti d’Ambito e ai gestori del Servizio idrico integrato. Qui il focus è posto su azioni volte all’accumulo, nella misura del possibile, della risorsa idrica qualora fosse necessario integrare la risorsa per le irrigazioni.

Conivolta nell’ordinanza anti siccità anche ANCI Veneto per un raccordo con i comuni volta, anche in questo caso, alla sensibilizzazione per l’uso accorto dell’acqua e alla limitazione degli usi non prioritari.

Le strutture regionali competenti sono chiamate ad avviare un Tavolo di lavoro al fine di aggiornare il censimento dei pozzi domestici e delle loro caratteristiche, anche allo scopo di verificare l’applicazione della disciplina prevista dal Piano di Tutela delle Acque.