Dazio UE sui pacchi low cost, Confartigianato Vicenza: “Primo passo, ma servono regole uguali per tutti”

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dazio sui pacchi

L’introduzione del nuovo dazio europeo di 3 euro sui pacchi low cost provenienti da Paesi extra UE viene accolta positivamente da Confartigianato Imprese Vicenza, che lo considera un primo intervento per riequilibrare la concorrenza tra le imprese europee e i grandi operatori dell’e-commerce internazionale.

Il provvedimento, entrato in vigore il 1° luglio, riguarda le spedizioni di valore inferiore ai 150 euro e resterà operativo fino al luglio 2028, in attesa dell’entrata a regime del nuovo sistema doganale europeo.

Dazio sui pacchi low cost: “Un primo argine contro una concorrenza sbilanciata”

Secondo il presidente di Confartigianato Imprese Vicenza Gianluca Cavion, la misura rappresenta un segnale importante, ma non ancora sufficiente.

“Confartigianato accompagna ogni giorno le imprese artigiane vicentine nei mercati esteri e sappiamo bene che cosa significa competere davvero: certificazioni, standard tecnici, controlli, requisiti di sicurezza, contratti, tempi di consegna e responsabilità verso il cliente. È anche grazie a questa rete diffusa di piccole imprese, filiere e distretti produttivi che l’Italia, nel secondo semestre del 2025, ha superato il Giappone arrivando al quarto posto mondiale per valore delle esportazioni. È un patrimonio che va protetto chiedendo che chi vende nel nostro mercato rispetti regole equivalenti.”

Per l’associazione di categoria il problema non riguarda il commercio internazionale in sé, ma la disparità di condizioni tra chi produce rispettando le normative europee e chi commercializza prodotti provenienti da Paesi dove gli standard possono essere differenti.

Quasi sei miliardi di prodotti arrivati in Europa nel 2025

Il fenomeno delle spedizioni di basso valore ha assunto dimensioni rilevanti. Secondo i dati riportati da Confartigianato, nel solo 2025 sono entrati nell’Unione Europea quasi 5,9 miliardi di articoli acquistati online da Paesi terzi, pari a circa il 98% di tutti gli articoli importati, pur rappresentando una quota limitata del valore complessivo delle importazioni.

Un flusso che, secondo l’associazione, mette sotto pressione i sistemi di controllo doganale, crea criticità sul piano ambientale e penalizza il commercio locale.

Controlli, sicurezza e tracciabilità tra le richieste delle imprese

Per Cavion il nuovo dazio rappresenta soltanto il primo passo verso un sistema commerciale più equilibrato.

“Non siamo contro il commercio tra Paesi, né contro questo o quel mercato. Quel che non va è trasformare l’Europa nel mercato di sbocco per prodotti usa e getta, venduti a prezzi possibili solo perché non sono sottoposti agli stessi obblighi di chi produce qui. Questo dazio è un primo importante argine europeo, ma servono controlli veri sulla sicurezza dei prodotti, sulla tracciabilità, sui valori dichiarati e sul rispetto delle regole fiscali, ambientali e del lavoro. Questa non è chiusura: è reciprocità”.

Confartigianato: “L’Europa difenda anche il Made in Italy”

Il presidente di Confartigianato Vicenza amplia poi il ragionamento al tema delle esportazioni italiane.

“Non possiamo accettare pacchi senza regole in ingresso e, nello stesso tempo, vedere il Made in Italy penalizzato da dazi e barriere commerciali negli Stati Uniti. L’Europa deve difendere le proprie imprese su entrambi i fronti: controlli seri su ciò che entra e un’azione determinata per superare le tariffe che frenano le nostre esportazioni. Le imprese vicentine non chiedono privilegi: chiedono di poter competere alla pari”.

Secondo Confartigianato, la futura politica commerciale europea dovrà puntare a valorizzare le imprese che investono in qualità, innovazione e lavoro regolare, tutelando così la competitività del sistema produttivo italiano e dell’artigianato, settore che rappresenta uno dei pilastri dell’economia vicentina. Il dazio sui pacchi (da 3 euro) resterà in vigore fino al luglio 2028, in attesa del nuovo sistema doganale europeo.