Lane e l’incrollabile fede del popolo biancorosso: notte in bianco fuori dai cancelli ma abbonamenti per i pochi non battuti dai ticket online

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Tifosi del Lane in fila fin dalla notte, ma pochi fortunati hanno "conquistato" l'abbonamento (foto VicenzaPiù)
Tifosi del Lane in fila fin dalla notte, ma pochi fortunati hanno "conquistato" l'abbonamento (foto VicenzaPiù)
Il grande amore della tifoseria biancorossa per il Lane è indiscutibile e risale ai tempi della “Nobile Provinciale”, così chiamata perché riuscì, prima “piccola” in Italia, a conservare la serie A per un ventennio consecutivo, dal 1955 al 1974, per poi salire ad altissimi livelli in altri due periodi storici: alla fine degli anni Settanta, con il L.R. Vicenza di G.B. Fabbri, trascinato da un allora giovane Paolo Rossi, e con la squadra di mister Francesco Guidolin, pure partita dalla B, che in un quadriennio ottenne il ritorno nella massima serie,
l’anno successivo ebbe la gioia e il vanto di vincere la Coppa Italia nel maggio 1997 per poi approdare in semifinale di Coppa delle Coppe con l’eliminazione – che brucia ancora – contro il Chelsea di Vialli e Zola, che poi vinse il trofeo.

Abbonamenti al Lane, i “tastieristi” surclassano i tifosi in fila

Eppure, quella grande passione ha avuto oggi una conferma assoluta, per non dire un altro sussulto. Nel giorno in cui si apriva la campagna tesseramenti del Lane ai non abbonati – la quasi totalità dei circa 7.800 possessori nella scorsa stagione hanno fatto valere il diritto di prelazione del posto entro fine luglio – è avvenuto qualcosa di impensabile.
Alcune decine di loro sono arrivati all’appuntamento, le ore 10 di oggi, con 14-15 ore di anticipo. Infatti già tra le 19 e le 20 di mercoledì si sono posizionati e messi in fila davanti ai cancelli dello stadio con l’obiettivo di essere tra i “privilegiati” per l’acquisto della tessera. E qui hanno trascorso l’intera notte, portandosi da casa seggiolini pieghevoli, sedie in plastica ma si è visto anche qualche sdraio per dormire qualche ora.
Dopo un’attesa estenuante, resa difficile anche dal sole cocente che ha iniziato a infierire dalle 6, alle 10 in punto si sono invece aperti i botteghini per la vendita dei rimanenti 1.600 abbonamenti a disposizione solo in alcuni settori, visto che gradinata sud (la casa del tifo più acceso e degli ultras) e distinti (posto di fronte alla tribuna centrale) erano già esauriti prima di iniziare.
In realtà la vendita, che avrebbe favorito solo pochi di loro – poco più di una una decina, ma su questo non è stato fornito nessun numero ufficiale – è proseguita solo pochi minuti in quanto contemporaneamente si era aperto il canale di acquisto dell’abbonamento attraverso il sistema online, portando così velocemente a polverizzare l’offerta. A quel punto, tra le 10.15 e le 10.20, gli addetti sono usciti all’esterno, comunicando ai tifosi, che formavano una colonna di 500-600 metri, che arrivava sino al ponte sul fiume Bacchiglione, che potevano tornare a casa, in quanto le apparecchiature si era automaticamente bloccate, dopo il raggiungimento del sold-out.
Laconico e striminzito (sin troppo…) il comunicato inviato dall’ufficio stampa agli organi di informazioni esattamente alle 10.37. “La società L.R. Vicenza informa che in data odierna è stato raggiunto il sold-out totale per la quota abbonamenti stagione 2026/2027”.
La capienza dello stadio Romeo Menti è stata portata, dopo alcuni interventi da parte del Comune e dello stesso club, ad oltre 13 mila posti, ma in determinate partite, sicuramente la maggioranza, l’intera gradinata nord sarà destinata alla tifoseria ospite, da qui la necessità di mettere un “tetto” agli abbonati. Con buona pace di tutti. Anche di chi ha passato la notte in bianco. Pur con il cuore biancorosso.