TAV Vicenza, l’allarme delle associazioni firmatarie del Coordinamento Ambiente Salute TAV: “Niente PFAS nei cantieri”

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Escludere qualsiasi utilizzo di materiali contenenti PFAS nei cantieri dell’opera TAV “Attraversamento di Vicenza” e introdurre un sistema rigoroso di monitoraggio e prevenzione. È la richiesta avanzata dalle associazioni del Coordinamento Ambiente Salute TAV e dalle realtà aderenti, che chiedono un impegno formale agli enti coinvolti nella realizzazione del secondo lotto funzionale della tratta Verona-Padova.

La richiesta nasce dalla preoccupazione per un territorio che, secondo le associazioni, è già fortemente esposto alla contaminazione da sostanze per- e polifluoroalchiliche.

PFAS nei cantieri TAV Vicenza: la richiesta di esclusione

Le realtà firmatarie chiedono a RFI e IRICAV 2 di assumere un impegno formale e scritto per garantire la completa esclusione dei PFAS dai prodotti utilizzati nelle lavorazioni.

La richiesta riguarda anche le sostanze a catena corta e comprende, in particolare, additivi per il calcestruzzo, disarmanti, lubrificanti e altri prodotti impiegati nei cantieri.

Secondo quanto riferito dalle associazioni, la documentazione tecnica citata avrebbe già evidenziato la presenza di PFAS nel territorio e la necessità di monitorare il rischio che alcuni prodotti utilizzati nelle attività di cantiere possano contribuire a una nuova contaminazione.

Controlli sulle acque e materiali utilizzati

Tra le richieste avanzate c’è anche quella di sottoporre a trattamento preventivo le eventuali acque di falda utilizzate nei cantieri.

Le associazioni chiedono inoltre che venga resa trasparente l’origine dell’acqua impiegata per le attività industriali legate alla realizzazione dell’opera.

Un altro punto riguarda le terre e rocce da scavo, per le quali viene richiesta una caratterizzazione ante-operam, così da disporre di un quadro di riferimento prima dell’avvio delle lavorazioni.

“PFAS-free” per i cantieri della TAV Vicenza

Il Coordinamento propone inoltre che i fornitori siano obbligati a presentare dichiarazioni “PFAS-free” per i prodotti destinati ai cantieri.

Sul fronte dei controlli viene richiesta l’esecuzione di analisi periodiche delle acque, con la pubblicazione mensile dei risultati dei campionamenti, in modo che siano accessibili alla cittadinanza.

Le associazioni sollecitano infine il coinvolgimento di ARPAV come ente di controllo indipendente.

“La salute pubblica deve restare prioritaria”

Le realtà promotrici ribadiscono che la tutela della salute pubblica e dell’ambiente deve rappresentare una priorità durante la realizzazione dell’attraversamento ferroviario di Vicenza.

Per questo chiedono agli enti destinatari un riscontro formale alle richieste e l’apertura di un confronto pubblico sul tema.

L’iniziativa è sostenuta dall’Assemblea dei Boschi dei Ferrovieri, che si inserisce nel fronte delle realtà impegnate a chiedere maggiore attenzione agli aspetti ambientali legati alla realizzazione della TAV nel territorio vicentino.