
Sono terminate oggi, lunedì 17 agosto 2026, le operazioni di spegnimento e bonifica dell’incendio boschivo divampato nei giorni scorsi al confine tra Veronese e Vicentino, che ha interessato Monte Formiga, Lessinia, e monte Porto nel territorio del Comune di Crespadoro.
Lo comunica la Prefettura di Vicenza specificando che l’area resta sotto osservazione e resta attivo il Comitato coordinamento soccorsi della Prefettura di Vicenza.
Per tutta la giornata di ieri le squadre di terra hanno operato per la bonifica del terreno, per ripristinare le aree adibite al pascolo del bestiame, presenti in quota per l’alpeggio, e la zone limitrofa al bosco.
“I Carabinieri Forestali effettueranno i rilievi per appurare l’origine dell’evento – dichiara ancora l’ufficio territoriale di governo -. Il Prefetto di Vicenza ringrazia le squadre dei Vigili del Fuoco, del Centro Operativo Regionale e dei volontari di protezione civile per l’intervento tempestivo e per la professionalità messa in campo durante i cinque giorni di operazioni”.
L’incendio di Monte Formiga: le fiamme, a più riprese, dal Veronese fino a Crespadoro
Oltre ad appurare l’origine del rogo, si provvederà alla conta dei danni dell’incendio che da Crespadoro al Veronese ha divorato ettari di vegetazione, senza causare feriti.
Le fiamme – lo ricordiamo – erano partite mercoledì 12 agosto sul Monte Formiga tra i comuni di Crespadoro, nel Vicentino, e di Selva di Progno in provincia di Verona, zona montana di confine.
Nella notte, il terreno molto secco e il vento avevano favorito il rinvigorirsi delle fiamme che, nella mattinata successiva, era proseguito ed era visibile da tutta la pianura vicentina. Oltre alle squadre di terra, erano stati impiegati anche un elicottero regionale e un canadair, fino allo spegnimento, dichiarato alla vigilia di Ferragosto.
Tuttavia, nei giorni successivi le fiamme sono state ravvivate dalle particolari condizioni meteo e ieri, domenica 16 agosto, le squadre antincendio sono tornate operative sul posto.
La sindaca del Comune di Crespadoro, Maria Elisa Ferrari, ha spiegato che l’incendio “si è sviluppato e poi espanso sottoterra, rendendo difficile l’intervento in quanto mancano i punti di riferimento di dove è arrivato l’incendio”.
Oltre agli elicotteri è stato utilizzato un innovativo ‘drone termico’ che avvicinandosi al terreno rileva la temperatura e quindi consente di capire come si sta sviluppando l’incendio al suolo. “L’altro grosso problema di questi giorni – ha aggiunto Ferrari – è legato alla crisi idrica, che ci obbliga a non sprecare acqua“.


































