
È morto a 31 anni Varenne, il leggendario trottatore italiano considerato uno dei più grandi campioni nella storia dell’ippica mondiale. A ricordarlo è il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia, che ha voluto rendere omaggio a un cavallo diventato negli anni un vero e proprio simbolo dello sport italiano.
“Varenne non è stato semplicemente il più grande trottatore della storia. È stato un campione italiano nel senso più pieno del termine”, afferma Zaia, ricordando come le sue imprese sportive siano riuscite a superare i confini dell’ippica e a conquistare il pubblico.
“Quando correva, correva l’Italia: ci ha fatto emozionare, ci ha fatto esultare, ci ha reso orgogliosi di essere italiani portando il nostro Tricolore sui più importanti ippodromi del mondo”, aggiunge il presidente.
Varenne, una carriera entrata nella leggenda
I numeri raccontano una parte della straordinaria carriera del “Capitano”: 73 corse disputate, 62 vittorie e oltre sei milioni di euro di montepremi.
Tra i successi più prestigiosi ci sono due Prix d’Amerique a Parigi, tre Gran Premi della Lotteria di Agnano, due Elitloppet a Stoccolma e la Breeders Crown negli Stati Uniti.
Per Zaia, però, la grandezza di Varenne non può essere misurata soltanto attraverso vittorie e trofei.
“È stato il cavallo simbolo di un’epoca, capace di dominare il trotto mondiale e di lasciare un’eredità irripetibile”, sottolinea.
Dalle piste al cuore degli italiani
Una delle caratteristiche che hanno reso Varenne particolarmente popolare è stata la capacità di conquistare anche chi non seguiva abitualmente l’ippica.
Zaia ricorda di averlo incontrato più volte, anche dopo la conclusione della carriera agonistica, sottolineando l’affetto che continuava a circondare il campione.
Da ministro delle Politiche Agricole, Zaia racconta di averlo voluto a Fieracavalli Verona, dove Varenne fu protagonista di un passaggio d’onore davanti a migliaia di persone.
“Varenne aveva compiuto qualcosa di rarissimo: era uscito dagli ippodromi per entrare nelle case degli italiani”, ricorda Zaia, descrivendolo come un cavallo docile e capace di conquistare adulti e bambini.
“Sei un Varenne”: il nome diventato simbolo
Secondo Zaia, l’eredità di Varenne va anche oltre lo sport. Il suo nome è infatti entrato nel linguaggio comune come sinonimo di forza, velocità e talento.
Per un’intera generazione, osserva il presidente, dire “sei un Varenne” è diventato un modo per indicare una persona imbattibile, capace di distinguersi dagli altri.
“Quando un nome proprio diventa un sostantivo, un paragone, un simbolo”, afferma Zaia, “è un privilegio riservato a pochissimi campioni”.
L’eredità di Varenne nell’ippica italiana
Dopo la carriera agonistica, Varenne ha proseguito la propria storia come stallone, lasciando una discendenza che continua a essere presente negli ippodromi di tutto il mondo.
La sua vicenda, secondo Zaia, rappresenta anche l’occasione per ricordare il valore dell’ippica italiana, un settore nel quale attorno a ogni campione lavorano allevatori, driver, allenatori, veterinari e famiglie.
“Varenne riuscì a fare qualcosa di unico: trasformare una disciplina di straordinaria tradizione in un patrimonio condiviso da tutto il Paese”, sottolinea.
Il ricordo di chi ha accompagnato il Capitano
Nel suo messaggio Zaia ricorda anche alcune delle persone che hanno contribuito alla storia di Varenne: il proprietario Enzo Giordano, scomparso nel 2025, il driver Giampaolo Minnucci e Sandro Viani, titolare dell’Allevamento Zenzalino di Copparo, dove Varenne nacque il 19 maggio 1995.
“Una grande storia italiana fatta di allevamento, passione, competenza, sacrificio e amore per i cavalli”, osserva Zaia.
“Buon viaggio, Capitano”
Il presidente del Consiglio regionale del Veneto chiude il suo ricordo tornando sul legame speciale costruito da Varenne con il pubblico.
“Oggi non salutiamo soltanto un campione straordinario. Salutiamo un amico degli italiani, un simbolo che ha unito generazioni diverse e che ha saputo regalare emozioni autentiche”.
E conclude: “Buon viaggio, Capitano. Grazie per aver fatto sognare un Paese intero”.






































