Data center e BESS, Colombara porta il futuro energetico e digitale di Vicenza in Consiglio comunale: “Il futuro non si subisce, si governa”

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Cristina Balbi presentazione Masterplan Vicenza 2030 Data center e BESS
Cristina Balbi presentazione Masterplan Vicenza 2030

Prepararsi all’arrivo di data center, sistemi di accumulo energetico BESS e altre infrastrutture legate alla transizione energetica e digitale, stabilendo in anticipo le condizioni alle quali potranno eventualmente insediarsi nel territorio comunale. È l’obiettivo della mozione depositata in Consiglio comunale a Vicenza da Raffaele Colombara, consigliere di Per una Grande Vicenza.

Perché il futuro non si subisce: si governa è il principio con cui Colombara presenta l’iniziativa. Una proposta che, precisa il consigliere, non nasce dalla presenza di progetti già previsti per la città, ma dalla volontà di evitare che l’amministrazione si trovi a rincorrere le trasformazioni una volta che queste siano già in fase avanzata.

Infatti, il decreto-legge 21/2026 ha introdotto un procedimento autorizzativo unico nazionale per tali infrastrutture, con procedure accelerate, prevedendo per i progetti di interesse strategico nazionale anche forme di commissariamento straordinario; tale evoluzione normativa rende ancora più necessario che le amministrazioni locali definiscano preventivamente criteri e indirizzi per governarne l’inserimento nel territorio;

La crescita dell’intelligenza artificiale, del cloud computing e più in generale dei servizi digitali sta infatti aumentando la domanda di infrastrutture ad alta intensità energetica, a partire dai data center, insieme alla necessità di sistemi di accumulo dell’energia, come i BESS, e di reti in grado di sostenerne lo sviluppo.

Colombara: fissare le condizioni prima che arrivino i progetti

“L’obiettivo non è discutere di progetti che oggi non esistono. L’obiettivo è arrivare preparati quando si presenteranno”, è la premessa della proposta.

Secondo Colombara, la questione centrale non sarebbe dunque stabilire se la trasformazione energetica e digitale interesserà anche Vicenza, ma decidere quali condizioni porre perché eventuali nuove infrastrutture producano benefici concreti e duraturi per il territorio che le ospita.

Il consigliere richiama quanto sta già avvenendo in altre aree del Paese. In Lombardia, sottolinea, amministrazioni locali e Regione hanno iniziato a elaborare criteri specifici per l’insediamento di data center e infrastrutture energetiche strategiche, affrontando questioni come il recupero delle aree industriali dismesse, la tutela delle risorse idriche, il riutilizzo del calore prodotto dagli impianti e le compensazioni ambientali.

Il caso Sandrigo e l’esperienza del teleriscaldamento

Nel Vicentino, il riferimento è anche al dibattito sul progetto di accumulo energetico previsto a Sandrigo, che secondo Colombara avrebbe evidenziato l’importanza di mettere a disposizione delle comunità criteri e strumenti chiari prima che i singoli progetti raggiungano una fase avanzata.

Diverso, ma significativo nella prospettiva indicata dalla mozione, è il caso del teleriscaldamento di Vicenza, citato come esempio di un’infrastruttura in grado di produrre benefici diffusi quando inserita all’interno di una strategia energetica definita.

Da qui la domanda posta dal consigliere: “Come può una città manifatturiera europea di medie dimensioni come Vicenza governare le infrastrutture della transizione energetica e digitale senza subirle?“.

Niente nuovo consumo di suolo agricolo

La mozione individua una serie di criteri che l’amministrazione dovrebbe assumere come riferimento per affrontare eventuali future proposte, in particolare su Data center e BESS.

Tra questi figurano il recupero prioritario delle aree industriali dismesse o sottoutilizzate e il principio di non consumare nuovo suolo agricolo. Viene inoltre proposta l’integrazione delle nuove infrastrutture con la rete di teleriscaldamento, in modo da valutare il recupero del calore di scarto.

Altri punti riguardano la tutela delle risorse idriche e il monitoraggio ambientale, oltre alla verifica preventiva dell’impatto che gli insediamenti potrebbero avere sulla rete elettrica.

La proposta chiede inoltre di sviluppare una collaborazione con Università di Padova, Università di Verona, ITS Academy e sistema produttivo, mettendo competenze scientifiche, formative e industriali al servizio delle scelte della città.

Un altro principio indicato è quello delle ricadute sul territorio: eventuali infrastrutture strategiche dovrebbero essere accompagnate da benefici pubblici permanenti, concreti e verificabili per la comunità ospitante.

Una strategia per la Vicenza del futuro

Colombara collega infine la proposta al Masterplan Vicenza 2030, che individua nella capacità della città di dotarsi di una propria visione strategica e negoziale uno degli strumenti per affrontare le trasformazioni future.

La mozione chiede di applicare questo approccio anche alle infrastrutture energetiche e digitali, definendo le regole prima dell’eventuale arrivo degli investimenti anziché intervenire soltanto quando i progetti sono già sul tavolo. E chiede al sindaco e alla Giunta di stilare “un documento di indirizzo comunale per la valutazione di eventuali infrastrutture energetiche e digitali strategiche, inclusi data center e sistemi di accumulo elettrico, individuando come criterio prioritario il recupero e la rigenerazione di aree industriali dismesse o sottoutilizzate e l’esclusione di nuovo consumo di suolo agricolo”.

Una scelta che Colombara sintetizza nello slogan alla base dell’iniziativa: “Il futuro non si subisce: si governa“.