Corso San Felice, Spiller nel mirino del Comitato: “Commercianti e residenti ancora ignorati”

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Cristiano SPiller corso San Felice vicenza
Cristiano Spiller, assessore ai Lavori pubblici e alla mobilità del Comune di Vicenza

Torna ad accendersi il confronto sulla viabilità di Corso San Felice a Vicenza. A intervenire è il Comitato San Felice, che contesta le modifiche definitive agli stalli conseguenti al cambio di circolazione e accusa l’Amministrazione comunale di aver lasciato poco spazio alle proposte avanzate da commercianti e residenti.

Al centro della polemica c’è anche la gestione dei plateatici. Secondo il Comitato, a fine luglio un’ordinanza aveva imposto ai negozianti la loro rimozione. Una decisione che, a distanza di circa due settimane, viene giudicata particolarmente penalizzante dalle attività commerciali, anche alla luce del fatto che, secondo il Comitato, il cambiamento annunciato non sarebbe stato ancora concretamente attuato nei tempi prospettati.

“Prima si impongono le scelte, poi si chiede il confronto. Ma confronto su cosa, se tutto è già deciso?”, è la domanda posta dal Comitato San Felice.

Comitato San Felice: “Le alternative proposte dal territorio sono state ignorate”

Il Comitato sostiene di aver organizzato autonomamente un’assemblea pubblica proprio dopo aver avanzato, nei mesi e negli anni precedenti, diverse richieste di confronto con l’Amministrazione.

Durante l’incontro sarebbero state presentate proposte, idee e alternative relative alla viabilità e all’assetto della zona. Secondo il Comitato, però, queste indicazioni non sarebbero state recepite nelle decisioni successive.

“A questo punto è legittimo chiedersi: a cosa è servito ascoltare il territorio, se il risultato era già deciso?”, afferma il Comitato.

Secondo la ricostruzione fornita nel comunicato, l’assetto che l’Amministrazione si prepara a realizzare sarebbe infatti sostanzialmente riconducibile al progetto presentato oltre tre anni fa dalla stessa Amministrazione.

Il nodo del confronto con l’Amministrazione per Corso San Felice

Nel mirino finisce in particolare l’assessore Spiller, al quale il Comitato chiede di chiarire quale sia stato concretamente il risultato del confronto con commercianti e residenti.

“L’assessore Spiller dovrebbe spiegare ai commercianti e ai residenti quale sia stato concretamente il valore del confronto, visto che l’Amministrazione sembra procedere sulla propria strada ignorando le proposte e le alternative emerse dal territorio”, sostiene il Comitato.

La critica viene estesa anche all’assessore al Commercio, accusato di non aver risposto alle richieste di partecipazione avanzate dal Comitato.

“Come mai anche l’Assessore al Commercio non ha MAI risposto alle nostre richieste di partecipazione?”, si legge nel comunicato.

“Non è solo una conseguenza del BRT”

Il Comitato contesta inoltre l’idea che la modifica della viabilità di Corso San Felice possa essere considerata esclusivamente una conseguenza del BRT.

Secondo la posizione espressa nel comunicato, si tratta di una scelta dell’Amministrazione che comporta già oggi modifiche alla circolazione del trasporto pubblico locale e all’assetto della zona, con ricadute dirette su residenti e attività economiche.

“Se questa è una scelta politica, allora l’Amministrazione abbia almeno il coraggio di rivendicarla apertamente, assumendosene fino in fondo la responsabilità”, afferma il Comitato.

Da qui la contestazione di quello che viene definito un percorso nel quale prima si assumono le decisioni, poi vengono imposte e infine, secondo il Comitato, si attribuisce al territorio una presunta mancanza di disponibilità al dialogo.

“Ascoltare significa anche essere disposti a cambiare”

Il tema della partecipazione resta quindi al centro dello scontro.

Per il Comitato, il confronto con cittadini e categorie economiche non può limitarsi alla consultazione, ma dovrebbe tradursi anche nella possibilità di modificare le scelte iniziali quando emergono criticità o alternative.

“La partecipazione non può essere una fotografia da esibire quando fa comodo. Ascoltare significa anche essere disposti a cambiare una decisione quando il territorio dimostra che quella decisione non funziona”, sostiene il Comitato San Felice.

La richiesta rivolta a Spiller è quindi precisa: indicare quali delle proposte avanzate dal Comitato e dai commercianti siano state effettivamente accolte dall’Amministrazione.

“Perché se la risposta è ‘nessuna’, allora il problema non è l’assenza di confronto”, conclude il Comitato, secondo cui Corso San Felice rischia ancora una volta di pagare il prezzo di una gestione del rapporto con il territorio giudicata insufficiente.