
Szumski e Lovat giudicano insufficiente la risposta regionale sull’agrifotovoltaico a Bolzano Vicentino e chiedono vigilanza sul patrimonio Ipab.
L’agrifotovoltaico a Bolzano Vicentino torna in Consiglio regionale dopo la risposta della Giunta all’interrogazione di Riccardo Szumski e Davide Lovat. I due esponenti di Resistere Veneto contestano l’impostazione ricevuta e sostengono che l’assenza, allo stato, di una richiesta di autorizzazione non esaurisca il problema. L’ordine del giorno ufficiale del Consiglio Veneto includeva infatti l’interrogazione immediata sul progetto e sulle competenze della Giunta.
La vicenda riguarda circa 80 ettari di terreni agricoli dell’Ipab di Vicenza e una prospettata concessione pluridecennale del diritto di superficie. Il progetto era già stato ricostruito nell’articolo sull’interrogazione di Szumski e Lovat, mentre cittadini e Comune hanno espresso contrarietà in attesa della presentazione ufficiale.
Agrifotovoltaico a Bolzano Vicentino, la critica alla risposta regionale
Secondo i consiglieri, la Giunta avrebbe affrontato la questione in modo formale, limitandosi a rilevare che non è stata depositata una pratica autorizzativa. Szumski e Lovat chiedono invece una valutazione preventiva sul patrimonio pubblico interessato e sulle conseguenze di un diritto di superficie con durata di diversi decenni.
La loro tesi è che la sorveglianza regionale sui beni delle Ipab non debba riguardare soltanto le vendite. Anche concessioni, locazioni lunghe e diritti reali potrebbero ridurre per molto tempo la disponibilità funzionale di un bene pubblico, pur lasciandone invariata la proprietà. È una valutazione politica e giuridica dei due consiglieri, non una decisione già assunta dalla Regione.
Resistere Veneto solleva inoltre il tema della trasparenza societaria. I consiglieri chiedono che siano chiariti titolarità effettiva, beneficiari economici, durata dei diritti e garanzie poste a tutela dei terreni. Precisano di non voler contestare in via generale gli investimenti esteri, ma di ritenere necessaria una verifica sulle strutture societarie coinvolte.
Il punto fattuale contenuto nella risposta regionale, così come riferito dai consiglieri, resta l’assenza di una domanda di autorizzazione. Szumski e Lovat non negano questo dato: contestano che possa bastare per chiudere il confronto, poiché la procedura patrimoniale e il progetto sono già stati annunciati pubblicamente.
La nuova presa di posizione non modifica quindi lo stato amministrativo dell’agrifotovoltaico a Bolzano Vicentino. Mantiene però aperta la pressione politica sulla Giunta affinché eserciti per tempo le proprie competenze, prima che le decisioni patrimoniali e progettuali entrino in una fase più avanzata.








































