Ferrovia Vicenza-Schio, il PD rilancia il piano 30/30/30 per la metropolitana di superficie

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150 anni ferrovia Vicenza-Schio, immagine storica della stazione

Il PD propone per la ferrovia Vicenza-Schio il piano 30/30/30: trenta chilometri in trenta minuti, un treno ogni mezz’ora e più corse serali.

La ferrovia Vicenza-Schio dovrebbe diventare, nella proposta del Partito Democratico scledense e provinciale, una metropolitana di superficie dell’Alto Vicentino. La posizione politica, diffusa nel giorno delle celebrazioni per i 150 anni della linea, chiede alla Regione nuovi convogli, maggiore frequenza e un ampliamento del servizio serale. Il riferimento politico territoriale è il Partito Democratico del Veneto.

La formula scelta è “30/30/30”: trenta chilometri di percorso, trenta minuti di viaggio e un treno ogni trenta minuti. È un obiettivo proposto dal PD, non un progetto già approvato o finanziato. La richiesta affianca il racconto storico sviluppato in occasione della mostra per i 150 anni della ferrovia Vicenza-Schio all’ex Lanificio Conte.

Mattia Dal Lago, segretario del PD di Schio, mette a confronto i tempi di percorrenza: alcune corse impiegavano 45 minuti nel 1909, circa 40 nel 2002, mentre oggi il viaggio richiederebbe, secondo i dati citati dal partito, tra 42 e 51 minuti. Il dirigente richiama anche la riduzione dell’offerta serale rispetto al passato.

Ferrovia Vicenza-Schio, la proposta su tempi, frequenze e treni ibridi

Il documento chiede di sostituire progressivamente i convogli diesel con treni ibridi e indica come esempio il rinnovo della flotta regionale avviato in Friuli Venezia Giulia. Per il PD, l’aumento delle corse dovrebbe riguardare soprattutto la sera, così da rendere il trasporto pubblico utilizzabile anche oltre gli orari di scuola e lavoro.

Il segretario provinciale Luca Cislaghi considera la linea strategica per collegare l’Alto Vicentino con il capoluogo, l’università, i servizi e la rete ferroviaria regionale. Riconosce gli interventi infrastrutturali completati da RFI, ma sostiene che debbano essere accompagnati da un’offerta più ampia e da materiale rotabile adeguato.

Il consigliere regionale Antonio Marco Dalla Pozza ricorda le iniziative presentate insieme a Chiara Luisetto durante le discussioni sul bilancio veneto. A suo giudizio, il collegamento deve essere ammodernato anche in vista dell’arrivo dell’Alta Capacità a Vicenza, per evitare che l’area scledense rimanga priva di connessioni rapide con la rete principale.

Il partito annuncia ora un confronto con sindaci, amministratori, sindacati, categorie economiche e cittadini. La trasformazione della ferrovia Vicenza-Schio in metropolitana di superficie resta quindi una proposta politica che dovrà misurarsi con competenze regionali, programmazione del servizio, costi e fattibilità tecnica.