Protezione civile a Belluno, Szumski e Lovat: «Nessun contributo dal bando regionale»

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Fondi Protezione civile Belluno, volontari durante un'esercitazione

I consiglieri regionali Riccardo Szumski e Davide Lovat contestano l’esito del bando veneto da 800 mila euro e chiedono risorse aggiuntive per le associazioni bellunesi.

I fondi Protezione civile Belluno sono al centro di un’interrogazione presentata dai consiglieri regionali Riccardo Szumski e Davide Lovat. I due esponenti sostengono che nessuna domanda proveniente dal Bellunese abbia ottenuto un contributo nel bando regionale dedicato al potenziamento delle attrezzature. Il decreto pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione Veneto certifica lo stanziamento complessivo di 800 mila euro, l’arrivo di 216 istanze e l’approvazione delle graduatorie; l’assenza di beneficiari bellunesi è invece l’elemento politico denunciato dai firmatari.

Szumski e Lovat chiedono alla Giunta di chiarire se intenda reperire nuove risorse per finanziare anche le domande rimaste escluse e se sia possibile procedere con lo scorrimento della graduatoria. L’interrogazione domanda inoltre una ricostruzione territoriale dei contributi assegnati negli ultimi cinque anni e una valutazione sull’eventuale revisione dei criteri adottati. La questione viene collegata dai consiglieri al dibattito più ampio sull’autonomia veneta e sulla distribuzione delle risorse nei territori.

Fondi Protezione civile Belluno, le richieste alla Regione

Nel loro intervento, i due consiglieri definiscono il risultato particolarmente penalizzante per una provincia montana, dove il volontariato opera in un territorio esteso e complesso. Richiamano inoltre il ruolo svolto dalle associazioni durante le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali, sostenendo che al grande impegno richiesto non sia seguito un riconoscimento adeguato nella graduatoria del bando.

Il provvedimento regionale, approvato nell’ambito degli interventi per rafforzare il sistema veneto di Protezione civile, prevede contributi destinati alle organizzazioni iscritte negli elenchi territoriali. Le graduatorie restano valide fino al 31 dicembre 2027: questo lascia aperta, sul piano amministrativo, la possibilità di futuri scorrimenti qualora si rendessero disponibili ulteriori stanziamenti. Non equivale però, allo stato attuale, alla garanzia che tutte le domande escluse possano essere finanziate.

La presa di posizione di Szumski e Lovat punta dunque a ottenere dalla Giunta dati verificabili sulla distribuzione provinciale delle risorse e una risposta specifica sul Bellunese. I consiglieri chiedono anche che i criteri futuri tengano maggiormente conto delle caratteristiche dei territori montani, delle distanze operative e dei costi sostenuti dalle associazioni per mezzi, dotazioni e formazione.

La risposta all’interrogazione dovrà chiarire se la Regione condivide la valutazione dei firmatari e quali margini finanziari esistano per intervenire. Fino ad allora, il dato ufficialmente accertato resta quello generale del bando e delle 216 richieste ricevute; la contestazione sui fondi Protezione civile Belluno rimane attribuita ai due consiglieri regionali.