Liste d’attesa in Veneto, AVS e Pd chiedono trasparenza su controlli e CUP

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Liste d'attesa Veneto e servizio sanitario regionale

Il Consiglio regionale respinge la mozione di AVS sul monitoraggio completo delle liste d’attesa. Cunegato, Ostanel e Luisetto contestano la gestione dei dati, dei controlli e delle prenotazioni tramite CUP.

Le liste d’attesa Veneto tornano al centro del confronto in Consiglio regionale dopo la bocciatura della mozione numero 64 presentata da Carlo Cunegato ed Elena Ostanel. Il testo chiedeva alla Giunta un monitoraggio più ampio dei tempi e un piano straordinario di recupero delle prestazioni, sostenuto da risorse adeguate.

Il tema riguarda non soltanto i primi accessi, ma anche visite di controllo, rivalutazioni e interventi chirurgici non urgenti. È un nodo già emerso nel dibattito sanitario regionale e nelle segnalazioni sui servizi vicentini, dove si è discusso anche del rapporto fra attività ambulatoriale e tempi di attesa nell’Ulss 8 Berica.

Liste d’attesa Veneto, il confronto sui dati e sul CUP

Cunegato e Ostanel sostengono che i monitoraggi richiamati dalla Giunta coprano soltanto una parte delle prestazioni e siano concentrati soprattutto sulle prime visite. Secondo i due consiglieri di Alleanza Verdi e Sinistra, questo quadro non permetterebbe di misurare con precisione le attese successive né di programmare efficacemente il recupero.

Nella loro nota vengono citati anche i costi sostenuti direttamente dalle famiglie e la crescita dell’offerta privata. I due esponenti attribuiscono questi fenomeni alle difficoltà del servizio pubblico e chiedono che i dati disponibili siano pubblicati in modo completo. Si tratta di valutazioni politiche, rispetto alle quali la bocciatura della mozione costituisce il fatto istituzionale registrato durante la seduta.

Sullo stesso tema è intervenuta Chiara Luisetto, consigliera del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Sanità. Luisetto ha ripreso una frase pronunciata in Aula dall’assessore regionale Manuela Lanzarin Gerosa, che avrebbe definito «indecorosa» l’esperienza di una chiamata al CUP. Per la consigliera, il problema non dipende da chi effettua la telefonata, ma dalla disponibilità effettiva delle prestazioni e dalla continuità assistenziale.

Luisetto contesta inoltre l’ipotesi di affidare ai medici di medicina generale alcune prenotazioni oggi gestite dal CUP senza affrontare, a suo giudizio, le carenze di personale e la programmazione delle agende. Le opposizioni chiedono quindi che le liste d’attesa Veneto siano lette attraverso dati omogenei, comprendendo anche i controlli successivi alla prima visita. La maggioranza regionale, respingendo la mozione, non ha accolto l’impegno proposto da AVS.